POESIE D'INVERNO
--------------------------------------------------------------------
IL POSTO ACCANTO
Se vuoi sentire le parole che non so dire, ti chiedo di restare,
se pensi che un giorno sarò io a concludere il tempo
ti rispondo col silenzio per un altra notte
se non riesco a parlare, è perché già ho visto
ed ho rubato nel giorno la verità, che sta dietro la ragione
forse vorresti che mentre ti scivolo addosso,
avessi solo te per sempre
e dirti che dipendo da ogni tuo singolo soffio sul mio viso
quando mi stringi i capelli, vorresti trovar in me le frasi
che fanno agli occhi di un uomo, unica, una donna
ma in me non vive la promessa, e non muore la speranza
persino quando per una vita ho visto il posto accanto vuoto
orfano di quel nome e quel cognome, a cui rapii la voglia
ho continuato a girare lo sguardo ogni giorno, ogni ricordo
e poi, senza accorgermene mi sono voltato ancora,
e c'era il tuo viso, senza che ne fossi sorpreso
forse era già tuo quel posto, ma questo io non so dirtelo
forse sarà vuoto per un altra sera infinita, ma ora ci sei tu
ed io non so parlare della paura o dell'affetto,
ne della rabbia che vola quando ti stringo nel buio
ma so che mentre mi volto, ti vedo,
e il silenzio forse delude, ma non uccide mai
----------------------------------------------------------------------------------
LA DANZA DEI POPOLI
ho aperto gli occhi questo inverno, e poi la mente
ed ho visto un paesaggio di uomini così diverso, da ieri
che cerco di rendere mio, ma che riconosco estraneo
senza razzismo da provincia, o scintillante moralità da illusi
ho capito che c'è un meccanismo, costruito male
un incongruenza tale, da crearne altre senza soluzioni
e ciò che verrà dopo, continuerà nell'errore
se non aggiustiamo adesso, questo sbaglio, reso normale
gente venuta a guadagnare, ha imparato a rubare
popoli un tempo schiavi, che rendono schiavi i loro figli
per generar prodotto, per alimentar ricchezza
ormai abitiamo uno stesso presente, senza frontiere
per questo non dovrebbe esistere la necessità
della migrazione per l'esistenza, dell'andare per vivere
la libertà si chiama scelta, agli occhi di chi ragiona
in questo mondo ingiusto eppure meraviglioso
vorrei che fossero tutti liberi i suoi figli
e vorrei dirvelo, che è la povertà che genera rabbia
e crea le diversità,le paure nascoste
nella ricchezza le differenze si appianano,
e non so come, invece di farci simili nel nulla
questo mondo, ci fa simili, nella completezza
fatta di percorsi e vite diverse, ma di soldi uguali
unico linguaggio, che in babele, non fu scompaginato
ogni popolo, col suo ambiente, col suo presente
che non scinde sopravvivenza e futuro, ma che cresce
nel proprio spazio, che si arricchisce negli altri
ma che non scompare nella mescolanza,
una danza armoniosa d'identità diverse e libere,
unite in un solo abbraccio, fiere e consapevoli
che è questo passo, la chiave del coesistere
-----------------------------------------------------------------------------
UN RISVEGLIO
come vorrei che tornasse il mio futuro
almeno in questa notte, sorda ai desideri
vorrei riscoprire, il volto che avevo, in quelle foto,
sedermi, guardarmi indietro ed essere soddisfatto
poi voltarmi, in avanti, ed aver nuovo entusiasmo
ma non mi è rimasto niente, solo un lento affanno
e chissà perché ora sfuggo da tutte quelle certezze cadute,
da quelle cose che prima cercavo di raggiungere,
da quelli sguardi che prima minacciavo, sicuro
in cui ora vedo delusione,quella delle speranze disattese
delle partite perse, senza esser state giocate,
da chi poteva vincere, da chi avrebbe vinto
lo vedo, negli altri e nei miei occhi, quanto ho gettato
tra la polvere dell'indecisione e del dolore, ma vorrei
che da questa notte ci fosse una forza ad accompagnarmi
e che divenisse vita, questa volontà, ad un passo da me
se ne vada tutto, tutto ciò che cerco, che non ho
tutto ciò che mi aspetto, un percorso che sia gigante,
perché anche se sono stanco, l'ho capito bene
basta andar a cercare l'oro, scansando il bronzo
se quella vena che mi aspetta fosse solo una chimera
avrei solo patito la fame , vedendo gli altri sfamarsi
in cerca di un cibo migliore, che non mi placherà mai
continuando a sentire quel vuoto, che decido di colmare
con i miei giorni normali, con una sconfitta enorme
che non rendo ricordo, ma stimolo per cercar vittorie
ed ora basta lacrimarti addosso, pensieri senza soluzioni,
ed alzati adesso, perché già è sfumata questa notte,
in questo risveglio che batte l'ora di ricominciare
--------------------------------------------------------
SCONTRI
ora ti aspetto al varco, forza provaci ora
a rubarmi di nuovo i miei anni, ad annegarmi
poniti adesso, tra me, e ciò che era giusto
fammi vedere, se puoi di nuovo fermarmi
non sei un bisogno raro, ora , non lo sei mai stata
non un muro, che potrei abbattere con facilità
non una montagna, che non scalo, ma che supero
vienimi incontro qui, con quell'orgoglio
che nasconde immonde paure e debolezza,
non riuscirà quella finta forza maledetta
che si alimenta scagliandosi contro i deboli,
a ferirmi ancora, a dissolvere il marmo
ora debole, non sono più, e quelle ferite
ad un corpo moribondo, fanno più vivo
un corpo che non ha più bisogno di difese
una corazza, contro il mondo, che non si piega più
che non vacilla, che trema, ma non demorde
non sei un ostacolo, in questo passo, non ne ho più
ho solo voglia, e forza, con la paura di arrivare tardi
ma non di non arrivare, nel mio cammino
ho abbattuto tutto, anche la tua arroganza
il tuo volto, che mi faceva in ginocchio in una piazza
mi fa dritto, a cercare di divorare quest'esistenza
che ha arrancato troppo per lasciarsi andare,
avanti fatti contro a me, adesso, te con gli altri
finti moralisti, finte lacrime e parole enormi
scontratevi con me qui, voi che promettete futuri
che siete in gabbia, e vi credete liberi
che pascolate, ingrassandovi, con erba che vi svuota
fissateli ora i miei occhi, che sanno attirare sguardi
che da ferro avete reso pezzi di creta in frantumi
come è stato facile calpestare quel vaso già rotto,
ma nel tempo che riscopre un anima intera
e fa giustizia, che ridà più di quel che ruba
c'è la forza che non cede al rancore, all'odio del dolore
e proclama la sua gloria, senza una vendetta incolore
---------------------------------------------------------------------------
RECONQUISTA
lasciamo al passato la nostra discesa
che vide nella morte, una nera sconfitta
e non nella rinascita, una vera opportunità
non chiediamo nemmeno pentimenti
a dar magre consolazioni, ad anni spenti
ci basta esser rinati, a generar nuova vita
mescolando con la nebbia, la nostra voglia
senza acredine per i nostri boia senza legge,
ci sentiamo già sollevati adesso, e saldi
nella consapevolezza, di ciò che abbiam perso
per un soffio d'affetto sbagliato,
per un solco profondo su un terreno asciutto,
chi molla, di sicuro, non fa suo un destino
perciò ora cavalchiamo i nostri anni
sulle ceneri di un fatalismo da codardi
non aspettiamoci più niente, da questa gente
da queste ore sprecate in vane attese,
sono sveglio adesso e dalle fughe, non fuggo più,
ma ratto partecipo,a questa rabbiosa reconquista
nuove orme su altra terra, nuove glorie alla mia vista
--------------------------------------------------------------------------
VOGLIO SENTIRE LA VOCE
voglio sentire la voce
della rabbia che precede il sospiro
dei cadaveri sotto uniformi
sotto vestiboli, come simboli vuoti
sotto bandiere di pezza, senza cuore
voglio ammansire la voce
di quelli che per anni mi han traviato,
del pensiero che ha ostacolato il mio
della vergogna orfana di rancore
di uno sguardo rapito al tempo che scorre
voglio cancellare la voce
che subì il colpo cercando la pace
che vide i prati, su cui nascono croci
senza riuscire ad opporsi alla strage
che tacque la ragione dietro il guadagno
voglio calare la voce
sopra menti sorde alle rivincite,
davanti corpi che limitano la mia forza
accanto ai respiri in cerca di onestà
privi di vessilli a cui donare entusiasmi
voglio alzare questa voce
oltre le grida, dei senza ragione
a tacitar chi si riempie di parole
per dir ai muti, che si chiama rassegnazione
questo silenzio che non voglio più sentire
------------------------------------------------------------------------------
QUAL CORAGGIO
quelle, frasi, quegli abbracci, qual coraggio
nell'averle sorrette, quale ora nel vederti allo specchio
si vede ti guardi il trucco, non l'anima
ti basta , come ti è bastato, essere a posto fuori
non ci sono veneri di rimmel, in quel momento
solo facce senza volto, solo occhi, senza sguardo,
a negar una mano, a negar ciò che è dovuto
nell'accento della voce, che cambia colore
qual coraggio, in quell'alfabeto di un altra lingua
che non compresi, che muta parole, in vuoti
così difficili da decifrare, così freddi da sentire
non è importate, non lo era , non lo sarà
un altra vita da scartare, un altro passo tra i mille,
nelle urla scortate dagli addii, negli altri odori
qual coraggio, nel farti giusta, nel farti vinta.
Nel superarti, nel renderti nebbia dei pensieri
sogno vivo, e mai dimentico di ieri,
mio coraggio, in questa vita, dopo una svanita
------------------------------------------------------------------------------
UNO SU SEI
Solo un sesto, in fondo è accettabile
uno spicchio di mondo, che si ferma
che non conoscerà mai certe emozioni
perché deceduto prima di arrivarci
certo c'è un popolo immenso che sta bene
ad un prezzo da pagare, forse non troppo caro
un mondo in abbondanza che getta i suoi scarti
che si permette la scelta, che si vanta della sua storia
un corpo su sei, un anima che non diviene uomo
un presente senza futuro, un futuro già passato,
un passato che solo qualcuno può avere,
cosi vicini a noi, eppure cosi stranieri
basta dare prezzi, a cose senza prezzo
e mettere in vendita ciò che non possiamo possedere
ho visto sprecare il pane, e qui chiedere fame
a due occhi, nascosti, dalla mia ipocrisia
dalla mia carriera, da questa casa, da questo lusso
da questa puzza di pulito, che mi sporca
e mi violenta addosso il peso, di non sentire pesi
il male di credere, di non fare alcun male
Uno su uno, vivi, con questo pane che basta per tutti
in un sogno, senza notte, quel mondo ad un passo da qui,
in un sogno che abbiamo allontanato dalla realtà
per un percorso, che riscopro, che tu con me, fai nuovo
-----------------------------------------------------------------------------
NERO CREPUSCOLO
ci sono notti a cui non segue alcun sole
ma un eterno crepuscolo di buio
come una mia, in una casa spoglia
in un immenso deserto di parole
al mutar dell'anno, in un altro
di una fine, in inizio, di una vita in morte
poi uno specchio, un volto straniero e me
sai ci sono pensieri ed accadimenti
che non si possono spiegare,
ma senza sapere il come, solo capire
ad ogni verità cercata, non si è svelato alcun dubbio
non si è mai raggiunto una fine,
ma solo aperto, altre domande in cerca di risposte
altre notti, dopo giorni, altri arcani sonni
in questa oscurtià perenne, ora afanno
e non occorre aprire gli occhi in mezzo a tanto scuro
forse rincorro il mio sole, forse lo attendo
forse è qui che devo stare, qui che dobbiamo rimanere
come quella notte in me fino alla fine
non c'è nessuna luce che cancellerà quel nero attimo
ma forse altre vite a splendermi attorno
------------------------------------------------------------------------------
GLI ALTRI OCCHI
forse è stato il bacio che non aspettavi
a generar la voglia, di darne uno vero
o tutte le mani che hai sentito lontano
a far trovare ora la mia, leggera e decisa,
come la tua, come il calore che persi,
che credevo spento per sempre
forse questo bastava, un anima spenta
travestita da ragazzo, che cercava un sorriso
non la compagnia sporca di una sera,
uno sguardo carico d'odio e di tristezza
senza la forza di afferrare, il tuo
senza il coraggio di poterti sfuggire,
forse sono stati gli altri occhi che hai vissuto
a donarti questi, pieni di timore, e angosce
ma onesti, nell'abbassarsi davanti ai tuoi
solo parte di un percorso, già tuo
già destino di una vita, o solo ricordo di domani
chissà se ti fermerai qui adesso
in questa parte di mondo sbagliata, che vive in me
chissà se le parole che non hai sentito negli altri
fanno più grandi le mie, o solo più nuove
vorrei che tutto si fermasse qui, per sempre
nessun passo già fatto, nessuno da fare
solo un viso che sfiora un altro su queste rive
a crederci, con rabbia, senza rimorsi,
poi aprire gli occhi e scoprirmi nei tuoi
-------------------------------------------------------------------------------
ELEMOSINE
Non so se si dimentica per perdonare
O se si perdona per dimenticare
chissà quale è il passo ke precede l'altro
e quello che verrà ancora dopo,
ma so ke ricordo, con forza ogni momento
perché non ho perdoni da elargire
ne abbastanza paura per dimenticare
forse servirà agli altri, quella foschia
che han sempre trovato, scuse e rimborsi
che han dimenticato, e poi perdonato
che mi hanno dato risarcimenti di parole
per ripulire e liberare le loro coscienze
non certo questa, mia, che ha detto grazie
nel rifiuto, stufa di elemosine senza peccati
e di certo, non scorderà che non basta
cancellare gli altri per ripulire se stessi
---------------------------------------------------------------------------------
NEBBIA E LACRIME
se respiri, respira forte
e fai tua la vita che ci circonda,
se parli, fai in modo che ascoltino
e colma quel vuoto di parole,
poi ridi e stringi il vento nella mano
racchiudilo in un palmo
e di nuovo, donagli la fuga
senza dimenticarti mai
che sei passato di qui
che quell'aria saprà per sempre il tuo odore
che io mi ricorderò di te
e tu di me, per tutto il tempo ancora
poi abbracciami piano
se ti è rimasta la voglia
e li resteremo per anni
quando altre vite si stringeranno
nello stesso istante
e ci sarà un pò di noi in loro
e un pò di loro, in noi
poi un bacio, una carezza , un sorrisso
come in quel tempo infito
lontano dallo scorrere, da queste vite
di cui rimane nebbia e lacrime
---------------------------------------------------------------------------
UNA LUCE DI CERA
nella stanza c'è un sorriso, nelle mani un viso,
lamenti di un vento , lontano, alla finestra
ed un mondo che corre, infinito, fuori da noi
c'è una luce di cera, a danzare, solitaria e serena,
a spiare, discreta, le nostre anime nude
distorte in una abbraccio di due corpi di perla,
c'è una voglia decisa, ed imprecisa
di esser esattamente li, a viver quel momento
e c'è un altrove che sogno, che adesso è qui
tra uno scontro di destini distesi su un letto
e un incontro di passioni, a divenir insieme,
ne usciremo di sicuro distrutti o più vivi
ma in quel battito non più d'un solo cuore
forse, avremo il coraggio di dire, amore
----------------------------------------------------------------------------------
MANI SPORCHE
Come fanno le mani di certe persone
A riuscire sempre pulite, senza odori
Senza macchie, ma sicure e ferme nel loro toccare
Chissà a qual fonte, chiedano perdono,
il perdono di un acqua che porta via tutto
il calore di un altro, un viso sfiorato
una penna pesa come l’ascia del boia
mani così sporche che faresti fatica a sentir umane
ogni volta ti scrutano e sono nuove
ma non innocenti, non libere e giuste
come le nostre, che profumano ancora d’adolescenza
che han strinto promesse, e viaggiato su lettere
che scontano ogni giorno il peso delle carezze
sono mani vissute le nostre, senza bisogno di rinnovarsi
perché non hanno paura di nascondere il loro vissuto
che stringono per piacere non per dovere
eppure non riescono a fidarsi mai, come noi
di chi ha mani troppo limpide, dovrei dire, pulite
le stesse che han dovuto cedere orrore all’acqua
per scaricare il nero dal loro candido palmo assassino
------------------------------------------------------------------------------------
L'ULTIMA LACRIMA
quello che ci hanno fatto è mostruoso
passa, sfuma,ma non si può cancellare
è una macchia indelebile persino al tempo
a noi, che eravamo troppo piccoli per capire,
troppo piccoli per non amare comunque
per poter fuggire, per vedere così scuro
a noi che eravamo già grandi, per tollerare
per non intervenire, per limitarsi a scappare
già grandi per continuare ad amare
ci sono momenti per insegnare, ed altri per apprendere
e persone nei ruoli e nei tempi giusti,
ora è tardi per l'uno, e forse anche per l'altro
e lei che abbandonò l'anima che accompagnava
nonostante le avesse sudato addosso purezza
e lasciò la mano, dopo quel buio, senza rimorsi
ignorò che chi sta nell'oscurità per secoli
difficilmente può vedere, nella luce normale
ma sa, di non poter ricadere in quella notte tremenda
stamani è uscita una lacrima senza traccia
a me, che solo uno sguardo fece lacrimare
ma è il pianto di una vita, tenuto dentro da sempre
un pianto di lacrime consumate e finite
che spreme l'ultima goccia di male dalla pelle
e lo lascia li, a macchiare solo una coperta
mi ricorderò di me da piccolo, ma sono grande abbastanza
un andare, ora, dopo quella guerra, non sarà più un fuggire
e quel carico d'odio, un peso, più leggero da portare
------------------------------------------------------------------------------------
LA VELOCITA’ MASSIMA
E le nuvole si son mangiate anke quest’ultimo sole
Questo lento tramonto che non cambia colore alle cose
A differenza di anni fa, ho una mano che mi stringe,
niente di più, non credo che dovrebbe bastarmi questo
ad ogni minuto che sento non appartenermi, che non è il mio
ripropongo un lamento d’odio verso chi, mi rubò il futuro
lasciandomi quel presente nero, e questo, straniero
non so come fece il suo respiro a vomitar menzogne
così a lungo, così facilmente, e il cuor suo a prendere passi
cosi diversi da quei che aveva compiuto nella sua vita
ed ora chissà come può procedere così serena, cosi innocente
a me non interessa però questo,ma quanto ha influito sul mio incedere
il risarcimento non può essere solo la fine del dolore,
l’inizio di qualcosa, o il riprendere qualcosa,queste sono mie conquiste
ma dove è il principio morale, nella sua impunità, dove è la coerenza
nel suo viso senza parole, è tutto sbagliato, è tutto sporco
rivoglio ciò che mi ha tolto, il mio destino, il mio orgoglio
il mio dono, il mio futuro, niente di ciò che era nostro pretendo,
mail resto si, il resto era mio, solo mio, ed adesso mio deve tornare
mio deve restare,crescere,deve accelerare,senza esitare su frasi
adesso non posso,fermarmi,non posso decelerare a contemplare,
ma compiere un cammino, correndo, cercando di riafferrare tutto,
non bastò quel temporale ad uccidermi,non basta ora questa pioggia
a placarmi l’anima,ho fatto l’abitudine persino al rancore,
ora mi resta la velocità massima del mio destino,a catturare il tempo
se ne è andato troppo, per sempre,e non torna, come non torno io
ma niente se ne andrà più così, nemmeno tu adesso,per questo
prendo le tue mani,e le tengo strette,nessuno ti porterà più via da me
un abbraccio come una catena,una confessione,come una laccio,
non ti staccherai perkè sarò io a mollare,stavolta no,non accadrà
stavolta riconquisto tutto, persino il passato, persino il futuro relativo
non mi fermo,non posso,non ti lascio andare via,se sei in me,
se mi guardi dentro, mi capisci, se vuoi correre con me i miei passi
ti porto con me a prendere ciò che mi spetta, per ora questo sono
perkè il vento dal passato alimenterà le mie vele,senza spazzarti via
------------------------------------------------------------------------------------
SLEGO I CAPELLI
Slego i capelli e lascio che attraversino la distanza
Da me a lei, da te a noi, e sorrido al vento che vibra
Mentre scelgo di amarti ancora e di non averne mai abbastanza
Di quello che mi dai, del tuo sorriso, del calore di un minuto
Dell’anima ,poi del mondo fuori che ci lascia soli nella stanza
E perde consistenza nel vestito che ti abbandona,nello sguardo avuto
Ed appare una sagoma meravigliosa,uscita dal buio,e dal rancore
Una donna bellissima, adorna di una passione nuova
Libera e viva, nelle mani che stringo, priva di pudore
Lo so che niente vale tanto, che niente di questo mi è dovuto
Ma ho il coraggio di guardarti in faccia e di sentire il nostro odore
Mentre guardo il tuo riflesso,sento rinascere ciò che avevo perduto
------------------------------------------------------------------------------------
IL PESO DELL’ AMORE
le notti non sono infinite, ma la nostra si, la nostra è per sempre
tienimi forte, legati a me, adesso, ora e per un istante ancora
rendiamola viva ed immutevole questa parte di vita
ne abbiamo sprecati e persi troppi di momenti preziosi
ma questo no,ora ne conosciamo il valore, ne sentiamo il peso
tu ed io, e chi quest’immenso volle distruggerlo, chi lo rivive,
chi per la prima volta ne sente il calore, chi lo cerca tra i ricordi
non facciamolo spengere,non neghiamoli entusiasmo e passione
perché è un fuoco a bruciare, ma un amore a consumarsi
---------------------------------------------------------------------------------
RIFLESSO IN UNO SGUARDO
Avete il coraggio di amarci e poi di odiarci,
di prenderci e lasciarci
Di far parte dei nostri giorni neri
aspettando l’ arcobaleno di un sorriso
Che illumini come un complimento
le vostre ore di silenzi eterni
Spoglio ragazze bellissime
ma le guardo sempre negli occhi
Per mettere a nudo l’anima ed i sentimenti,
ed invece mi perdo nella vostra bellezza semplice e limpida,
nel vostro affetto sincero
Sarà durato un momento,
ma che importa, è stato un istante vero
La nostra vita siamo solo noi,
ma la possiamo vedere di riflesso
Negli occhi lucidi di chi ci sta donando la sua parte migliore
Nel momento che ho perso
ho cercato rimpianti, ho cercato scuse
Forse cercavo solo lei, o forse me
, di sicuro solo una risposta
Più probabile, una domanda,
la sola che possa darmi ancora
L’illusione di una comprensione,la certezza dell’inaccessibile
Avrei cercato di afferrare tutto,
anche i peccati non miei
Anche le sue bugie,
il suo disprezzo, la sua ingratitudine
Io che non sono mai riuscito ad essere leggero, cercavo pesi
Che avrebbero dovuto gravare sugli altri,
il peso della mia onestà
Della limpidezza della verginità,
della passione senza scopi, senza mezzi
Non potevo pensare che tutto
sarebbe divenuto un inganno scuro,
ed allora altri pesi sulle spalle,
Le mie lacrime e le sue, senza il riflesso
di un affetto o di un arcobaleno,
ma con l’ombra di un amore finito
di un offesa eterna, ad una notte
che ne strascinò altre mille
ma portando pesi, mi sono fatto enorme, portando mali
mi sono meritato il passato, il presente, il futuro
me la sono guadagnata la vita, nell’odio di un momento
nella pazzia di quel conto alla rovescia, di quella discesa
che sembrava non poter placare la mia agonia, sprofondai ,io
amai, persi, piansi, con le mie mani, sulla mia pelle,
stordii la vita, per una persona che mai fu, ma poi capii
------------------------------------------------------------------------------------
IL SUONO DELLE PAROLE
Come si fa a rendere un emozione, ricordo
Come possono passare, attraversarsi, divenire, solo memoria
Poi nemmeno quella e sfumare, in silenzio
Non mi sono mai chiesto dove vanno le lettere
Che escono dalla bocca, quelle frasi che presero vita
Da labbra su la labbra, o da urla su rabbia
Ma sono certo che non spariscono, nel momento
Che il vento porta via il loro suono, perhcè io le sento ancora
Perché tu un tempo ne hai fatto tesoro, tu le hai sentite
E hai rubato amore al silenzio, e luce dal buio
------------------------------------------------------------------------------------
IL CERCHIO
Cambiamo un altro po’, sorridiamo all’indifferenza
Alla scienza che cancella il principio, alla nostra presenza
Nel cerchio, che tutto assimila, mentre tutto nega
Perdiamo anima, con la vita sacra che nei dubbi annega
Vincete paure per altre paure, e persone per altri sguardi
Nel raggio che ci rende lontani dal centro , e ci fa sordi
Alle urla celate nei prestiti e nelle tavole imbandite
Ai pianti dei giorni veri, alle lacrime su foto sbiadite
I nostri contorni, i nostri ambienti, la nostra vita
A rincorrere se stessa a passare, come fosse servita
Come fosse un filo con un nesso dal principio alla fine
Come avesse un senso, mentre siamo solo pedine
E ci sembra tanto normale perdersi in questo modo
In un mondo evoluto in un secolo senza un metodo
Ma sospinto solo da se e dalla sua rincorsa infinita
Eppure niente così è giusto, ora riprendiamoci la vita
------------------------------------------------------------------------------------
COSI’ LONTANO IL RESTO
Io il respiro, tu l’alito che da sollievo
Il sonno mio, ed il tuo calmo dormire
Cosi vicine le nostre mani, cosi lontano il resto
Sai ci sono un sacco di ragioni per amare
Un milione di momenti di tristezza, o di calore
Ma io ho quella più vera, quella più limpida
Io che ho conosciuto la bellezza del mondo
Vissuto da un anima solitaria e serena,
non cerco un oppio, non aspiro al bisogno
ma ho trovato completezza nel mutare,
e cercando tutt’altro ho trovato passione
ed adesso so, adesso conosco il percorso
si per una volta, so bene cosa devo fare,
perché ci sono indecisioni, e dubbi che durano un attimo
le cose che non siamo sicuri di volere,
in fin dei conti non le vogliamo per davvero
ma quell’attimo adesso è già passato,
e non si tratta più di scegliere una strada,
ma decidere la velocità con cui percorrerla
------------------------------------------------------------------------------------
INIZIO E FINE
Ci sono cose che non dovrebbero finire
Ed altre che non dovrebbero iniziare
Io ho finito quelle che non dovevano iniziare e
iniziato quelle che non dovrebbero finire
------------------------------------------------------------------------------------
UN PASSO DIETRO A ME
Imparando a fuggire dagli altri,
da me non sono riuscito ancora a farlo
Eppure è tutta un esistenza a voltarsi indietro,
a sentire una brezza affannosa dritta sul collo,
che sfiora i sogni, e sussurra verità nascoste
In un tiepido autunno,
o in un inverno di inferno, senza soste
Sussurri tremendi,
di cui non posso fare a meno,
di cui nego nella penombra il significato profondo,
ed invece sento
come un urlo assordante la loro ragione
Un passo con un altro, e dietro,
di nuovo ,uno che segue il mio
Che percorre le mie orme ad un niente da me,
come fosse,me,quasi addosso
Vorrei afferrarlo ed invece sfugge,
si disfà nel vento, come il mio viso
Non si può fissare gli occhi di chi li tiene bassi,
e rubare uno sguardo
A chi ha a sguardi già macchiati,
a chi sa di non poterti mentire,
cedo un istante ad un sorriso,
ed incrocio un anima nuda, un anima vera
chissà se sono io a voler fuggire,
o lei a voler rincorrere,
ma so che questo ci lega,
e forse ho smesso di cercare due occhi,
perché loro non potevano più rispondere
ma solo gettarmi contro una realtà nera,
forse non voluta, ma trovata
e non ero io a lacrimare giudizi e passioni
per ritrovare un età andata
ma loro che non potevano negarla,
loro che non potevano rimpiangerla
------------------------------------------------------------------------------------
ESTINTO
Come un animale raro, che non riesce ad adattarsi
Che l’evoluzione fa sconfitto, ma che continuiamo a cercare
Perkè non calpesta principi in cambio di sorrisi,
non si alimenta di ciò che proprio a buttar giù non riesce,
e dice no, con un sorriso scuro, alla sopravivenza
mentre lascia impronte profonde in questo suolo,
che passino le stagioni, e venti, ad accarezzare nuove vite
ci saranno segni eterni in quei luoghi dove nessuno passò
dove solo quell’animale raro, porto l’anima a pascolare
a nutrirsi di erba con un sapore unico, con un sapore vero
siamo già morti in questo istante, siamo vivi per sempre
senza nasconderci, senza arrenderci, senza sparire
siamo solo umani, in un mondo di non umani,non liberi,
ne prigionieri,non sotto metri di invidia e delusione
oltre queste alte sponde che ci separano dall’infinito
ci sentiamo chiusi,ed immensi cieli stellati,a darci un segno
a prenderci per mano, solo una parola più in la, e sono io
solo, ma non sarà questo passare a negarmi l’estinzione
------------------------------------------------------------------------------------
OMBRE DA UN FUOCO SILENZIOSO
Questo fuoco non fa rumore
Solo piccole scintille di luce
Ed è qualcosa che ti sfiora,
che ti accarezza leggero, nella sera
prima l’ombra che ricompone il corpo
e poi il calore, che scivola sulla pelle
che tocca l’anima con una brezza eterna
un falò che senti dentro
che cede cenere alla terra, ma da vita
in cambio d’un pensiero, o forse d’amore
io ti avevo accanto, io ti avevo e basta
ho strinto sogni così forte
da ammansire quelle fiamme
fino a costringere un raggio sul tuo viso
chissà se te ne ricordi, chissà se è in te, quel calore
la luce da immensità, libera certezze, eppure,
ce ne scordiamo, non smette mai di creare ombre
precise, od incerte, come quelle che nascono
da una notte discesa su una lenta fiamma,
ma io, accantono ombre e mi libero dal peso della luce
mentre cerco , nuova legna, a dar sfogo a questa fiamma
------------------------------------------------------------------------------------
ESULE
estraneo alla mia terra, ai miei luoghi
a questa realtà che cade come un velo
sulle illusioni pure, sulla mia mente,
che mentre sotterra, nasconde, e si conforma
è solo il mio ambiente, non il mio mondo
che nemmeno una partenza afferra,
ma so che ruoto intorno a scenografie,
finti sfondi alla mia vita, che cadranno per primi
in questo terremoto che nasce e vibra
strapperei via volentieri questa pelle che mi porto addosso,
perché mi fa lontano, perché mi fa straniero
perché veli, di sicuro non riesce a sopportare.
Ma alza panorami, su spazi chiusi
e libera stanze da porte che sembravano serrate,
il viaggiatore, anela nuovi percorsi, ma cerca la sua casa,
come ogni esule, è solo un uomo lontano dalla sua patria
TOMMYPOET