Poesie dall'interno
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Ci sono universi interi sotto la pelle di ognuno di noi, sistemi a se stanti, governati da leggi interne, con una piccola lieve corazza di pelle, a proteggerli dall'esterno. Un esterno ke incide ma non coincide, con l'interno. Molto spesso un alfabeto non basta a descrivere, a spiegare, e di sicuro non serve a capire. Ognuno ha un dialetto proprio, che spesso egli stesso ignora, io almeno, ho imparato la mia lingua interiore, ma fuori non credo sia la stessa, però adesso provo, forse sarà un interno ad incidere l'esterno.......
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NEL GIORNO DI NOVEMBRE
non puoi essere tu, non ci credo
non è questa la bocca che amava
ne queste parole ubriache, le tue
non è vero, non sei qui, non è reale
il tuo corpo che mi getta nel fango
la tua pelle che mi deride, e uccide
come può esser vero, come può accadere
neanche il giorno può divenire notte
per quanto la sfiori ogni volta per un soffio,
come puoi essere te questa che ho davanti
a toglier ossigeno ad un ragazzo senza respiro
ad applicar calore nelle mani degli altri
a spogliarti dal passato, su un letto nuovo
senza sentire addosso, il peso di anni
dimmelo, senza riso, ne pianto, non sei qui
è solo un incubo nero in cui sono calato
nella terra dell'ombra, e dell'odio
nelle rive di fantasie scure e delle perplessità
su cui dirigo i miei affanni senza tempo,
sei d'argento, non questa fredda rappresaglia,
non sta accadendo, è un oblio, che non diverte
fermati qui, svegliami da questa notte
dimmi il vero, torna te, torna chi eri, chi sei
rinnega ai miei occhi il vissuto, e dimmi
di svegliarmi, dal sogno chiamato speranza
in un incubo nuovo detto realtà, su questa strada
in cui sfumi, come la scritta sul muro
come la morte in cui ho detto addio, ad un pezzo di me
in un venerdì catartico di questo novembre
in cui massacro indifeso il mio viso, davanti a te,
che di sicuro la mia vita, mai avrebbe reso vero
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Dietro un pianto
non versare lacrime per me
per questo sguardo, che si finge vero
per una terra ingorda, senza memoria
per quell'amore sfumato in autunno
nelle sere colme di solitudini affrante
nei desideri trasmigrati in vita, e poi spenti
non versare gocce di tristezza
su questo letto, a cui assicuri pensieri
per un posto al sole che hai fatto tuo,
che poi hai scoperto freddo e severo
nella tua crescita incostante ma precisa
hai urlato e riso, in faccia ad altre lacrime
Poi hai voltato il tuo freddo volto
dietro un pianto, inciso nel tuo tempo
e ti sei scoperta, debole, poi orfana
di una vita persa da entrambi, di una cosa rara,
quel singhiozzo che rivendica un esistenza intera
forse basta, in questa vita, a farti di nuovo vera
lo so, lo temo adesso, dopo aver visto
che dietro un pianto c'è un mondo intero
perso nel divenire del giorno in età, c'è la rabbia,
di non aver saputo fare di meglio, di aver deciso,
nel guadagnare altre mete, nel tuo domani
racchiudi in quelle gocce le cose più preziose
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UN BUCO NERO
non so se sono giusto per te,
non so nemmeno se lo sono per me,
per quest'aperta gabbia che ho attorno,
credo che debbano restare soli
quegli esseri introversi, buffoni come me
perché sono solo un buco nero
che sprofonda con tutto quel che ha attorno
nel naufragio di se stesso, annega gli altri
e più ti avvicini, più sarà difficile sfuggirmi,
questa forza attrattiva che non so frenare
è una cupa colpa, che ammetto
quasi esclusivamente solo mia,
ma non credo sia corretto cedertela
consuma luce e speranze, vita e sembianze
poi dilaga, un vuoto nero che costringe,
lo sai, meglio allontanarti ora, a relegar felicità
a questi ampi spazi, via, lontano, da me
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INNOCENTE
non ho meritato la sentenza
ne tanto meno la mia pena dura
ma l'ho scontata tutta, col cuore in mano
come chi vede salvo e ridente il colpevole
mentre asciuga il dolore, nell'ingiustizia
in un mondo che cambia tendiamo a mutare
a trasformare i nostri ambiente e noi stessi
per sopravvivere, per adattarci,
il passato è una macchia che andrà via
alla prima lavata, o al cambio d'indumento
ma io dalla metamorfosi ho tratto forza
perché nel vedere i passaggi, riscopro la mia coerenza
ho sofferto piano, senza urlare, un dolore silenzioso
la mia tragedia vissuta, la condanna scontata
io, innocente, ora e per sempre
per ciò che ho subito, per ciò che sarò
sono stato in gabbia abbastanza
con sbarre di rancore, di ingratitudine
di tutto un futuro in cenere, senza rimedi
e porte di odio, d'un male gratuito,
non sono fuggito, ma ho guardato sempre fuori
perché tutto era dentro me,
eppure guardando adesso nel profondo,
lo sento che è evaso da quelle prigioni
ma per ogni innocente, ora,
c'è un colpevole senza catene
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QUEST'ASSURDA FELICITA'
Mi manca un passo, uno solo
E sarei già li, a contemplare il creato
mi manca il suo profumo, ed il suo viso
ma è qualcosa passato, solo per un istante
mi manca un pezzo di vita, ed un mondo intero
perché dove sono, non sono
mi mancano prati, e mani nude contro la vita
a scagliarsi per la sola sopravvivenza
mi manca la voglia di cercare ancora
anche il superfluo, anche quello che non ho
mi manca tranquillità, religione, passione
e credere ancora a qualcosa, forse accadrà
mi manca, l'esser contento d'un niente,
e cercare quel niente, per averlo davanti a me
anche se piccolo ed inconsistente, anche se vuoto
mi manca, di cercare questa assurda felicità
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LA MIA DIREZIONE
grazie a chi mi ha lasciato quando avrebbe dovuto sollevarmi,
grazie, perché ho imparato a farlo da solo,
perché ho capito che ho fatto speciale, chi speciale non era
e per il tempo perso con te, grazie ancora, adesso
conosco il valore del tempo che mi resta davanti
grazie per il mio benessere, per il cibo che mi date
perché avendolo sono riuscito a nutrimi d'altro,
grazie per i libri e per la mia istruzione
per il lavoro che avrò, per i soldi che spreco
grazie perché so cosa non voglio fare,
per avermi detto da ragazzo ti amerò per sempre
grazie anche di questo, così distinguerò fiducia e parole
e alla mia mano che scrive idee, e riflessioni
grazie, perché non mi concede di stringere solo aria
grazie a me, che desidero un collasso
grazie se domani mi toglierete un po' di evanescenza
in cambio di coraggio e concretezza,
avrò sempre tempo di ringraziare tutti
fino ad adesso almeno, poi un altro respiro di parole
l'ultimo grazie, perché ora so la mia direzione
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MORTE DI UNA STELLA
sono stato a brillare alto nel cielo
in quell'oblio, in quell'oscurità
ed ho brillato così forte
che hanno parlato di me mille mondi
ho lasciato una scia d'immenso
la dove finisce l'orizzonte,
venuto dal niente, in volo
ho continuato a bruciare in eterno,
ma non mi sono consumato piano
non vi ho dato il tempo per dimenticarmi
ne di abituarvi a quella luce
precipitato dall'infinito, nell'infinito
dal vuoto, partito, al nulla arrivato,
ho fatto un solco enorme,
quando sono caduto,
quando ho sbattuto forte contro di voi
che adesso guardando quel buco, alzate gli occhi
a ricordare la scia ormai smarrita,
ho fatto rumore persino nel cadere
rendendo emozione il male, e la fine
ed ciò che mi permette di ricordare
la stella davanti a quella polvere di cielo
e prima di tornare notte,
racconto un sogno immortale
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NON E' ANCORA
non è ancora il tempo di lasciarsi andare
di cedere, di dimenticare chi eravamo
non è ancora scesa la notte sui nostri errori,
ne su questa prateria, dove ho combattuto
non è ancora il momento per fermarsi
a recitare il copione della vita imposta
per tacitare i pensieri e le rivolte
nello stipendio, o nelle gocce di lussuria
non è ancora spesa, la speranza,
ne scesa, l'opinione, contraria al moto
giro in un senso solo mio, forse opposto
forse solo imposto, al mio cuore
ne libero, ne solitario, ne carico di gloria
ma vincolato alla salvezza, che qui ci fa diversi
che ci nega la forza di dire basta
al quel battito potente e silenzioso
non è ancora un posto perfetto, il nostro
ne in marcia verso quel risultato
solo pieno di vergogne,e di anime nere
ma sconvolte, ed infuriate,
ma libere, e sognanti, anime vive
non si mescolano, ma si confondono
non si perdono, si cercano
nella condivisione di un minuto o di uno sguardo
non è ancora l'inizio, non è ancora la fine
è solo un passo, li nel mezzo
tra milioni di teste che corrono,
quel passo unico, nostro
che ci porta un metro più in la, avanti
a sussurraci, dietro una sconfitta
non è ancora tutto perduto, tutto scuro
e di sicuro, non è ancora spenta la nostra luce
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DIRIGO AL CAOS
mentre dipingo su carta i miei pensieri
qui tutto va avanti, ed insiste nel continuare
tra un istante tutto sarà diverso da ora
senza fermarsi a leggere le parole
che bloccano un momento, e lo fissano
nell'eternità del divenire, quello resta li
lo so, prima di essere chi sono
sono stato altro, qualcosa di diverso
qualcosa di più puro, e di più nero
eppure lo sono stato in quel metro di vita
e di mondo che saprà sempre di me
di un ragazzo ricco, che appassiva
che circondato dal nulla, nulla si è sentito
quando aveva preso un anima per ammansire
un esistenza, e poi l'ha perduta
si è scoperto fragile, si è scoperto uomo
tra ombre e fumo, con un nome e un cognome
ho perso anche il mio, in facce e gesti
passati da qui, e divenuti poi sangue
di una memoria che fatico a ricordare,
quante volte ancora dovrò fare mio il mondo?
Quale sono state le ore vere , di me
non ho contorno, non ho ambiente
solo satelliti , che si sprecano attorno
dirigo al caos, dirigo al nulla, dirigo al divenire
cosi non sarò mai niente, solo qualcosa
impegnato a scorrere, che non dovrà mai
vedersi immobile all'istante, e già diviene altro
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LA STESSA TERRA
orme delle mie scarpe, orme sulla mia terra
profumo d'erba bagnata , profumo di vita
il figlio che uccide il padre, rimane orfano
questo suolo ci ha generato, e nutrito
peccato, errore, nomi diversi, per stessi delitti
è tardi solo per continuare di questo passo
prima di ritrovarci soli, riscopriamoci figli
il resto verrà comunque, lasciamo un respiro,
un respiro nuovo e profondo a questo mondo
al mare, alle montagne, ai ruscelli,
non è redenzione, ne giustizia, è necessità
ed intelligenza, nell'amarmi, amo il mio universo
ridò al mio ambiente, ciò che gli ho rubato
e mi sento più ricco, più vivo, mi sento innocente
rispettiamo la nostra genesi, e questa ci darà affetto,
ci darà nutrimento, ci darà un nuovo mondo
basta volerlo, ora, tutti figli della stessa terra
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SPARIAMO ORA
lavoro a termine, amore a termine,
vita a termine, tutto a scadenza
felicità e sogni di fine mese,
poi conquiste di generazioni andate in fumo
rabbia inespressa ed accettazione,
nemici, ed amici dai contorni sfumati,
e forse tutti insieme nella nebbia
pedine di un sistema più grande di noi
ne signori, ne padroni, ne servi,
ma tutti schierati e marcianti
sotto ordini, di un ordine superiore
prima bandiere rosse, poi nere, ed ancora rosse
perché tutto andava male,
perché c'era una colpa, e il suo autore
allora veniva facile puntare il dito, o una pistola
per un pezzo di pane, un mondo in rivolta
e noi qua, in silenzio, senza fermento
senza passioni, senza voglia di ferire
eppure non lo vedo solo io,
ci hanno dato le perline, come agli indigeni
e col piglio dei professori ci hanno tolto tutto,
ma noi niente, non un urlo, non un lamento
studiamo, poi lavoriamo se va bene,
e consumiamo le nostre vite,
che dovrebbero essere costruite non consumate
ma come puoi decidere oggi per anni futuri
quando già il domani non ti appartiene
non so voi, io sono stanco, stanco ed arrabbiato
il consumo, carburante della società, non mi basta più
sono spariti i colpevoli, quelli che la classe faceva ricchi
ora piangono di fronte al mercato,
vestiti come noi, sembrano noi, e sono noi
sottoposti ad una legge che non ammette riflessioni
eppure ci sarà qualcuno al vertice
qualcuno che dirige il complesso,
qualcuno che ha capito l'importanza delle maschere
perché non odi chi sembra come te,
chi condivide i tuoi bisogni, le tue rivendicazioni
non so se neanche loro sanno più fermare
un fiume a cui hanno aperto la via del mare
ma che adesso trascina tutto con se
non mi interessa più, perché se non vedo il colpevole
adesso combatterò la colpa, con voi
apriamo la mente, e guardiamo la realtà vera
diveniamo un uragano, una sola unica forza
per ripartire, qualcosa deve cadere
forse non tutto è sbagliato, è vero
ma non diamoci più alibi, e iniziamo a capire
troviamo un mezzo che sia la sorgente
di un inizio migliore, non rassegnamoci più
è il nostro dovere, sta a noi, credere e ripartire
lotta nella mente, o nelle strade, o nei luoghi
serve una scossa, un centro da cui divampare
come fate a non sentire il fuoco dentro
e poi a spegnerlo pian piano, nei giorni
alimentiamo il nostro fuoco, basta poco
basta file, basta teste basse
basta con un mondo che non ci piace
se avrò pistole, o fogli di carta, non mi tocca
diveniamo la nostra arma, ma spariamo ora
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HO IMPARATO
ho imparato , dalle menzogne, la verità
dalle opportunità perse, l'importanza
di quelle che forse avrò ancora
dalle mie mani, il destino nelle altre
ho imparato a credere nelle tempeste
a concepire la vita come un fatto nuovo
senza aspettare che mi arrivi qualcosa addosso
ho imparato ad ascoltare un pensiero
certo che ho sbagliato, così bene
e così a fondo, che sono divenuto bravo,
poi ho imparato a riconoscere gli errori
ma non ancora a fermarmi in tempo
ho sorretto un esistenza con la speranza
ed ho imparato dalla lotta, la sconfitta
dalla solitudine, l'inutilità della vittoria,
poi ho imparato a battermi ancora
ho imparato a colorare i miei giorni
e dalle stagioni nere, la bellezza di un istante
perché di me non ricordo niente, di anni vita
rimane un calendario, senza memoria
ho imparato ad afferrare il vento
a credere che negli elementi ci sia vita
ho imparato la sacralità dei luoghi,
dei prati, dei boschi, del nostro mondo
niente vi è a caso, ciò che interagisce
con noi, ha da insegnarci qualcosa,
ed io ho imparato ad ascoltare
ed ha dimenticare per un attimo il mio tempo
felice di viverlo,e di conquistarlo
felice di sapere che un passo più in la,
c'è un immenso spirito di comprensione
che ho imparato a rispettare
non cerco di insegnare, non cerco di stupire
ma mi stupisco nell'imparare,
e cercando sono riuscito a trovare,
ogni mio minuto santifica una vita
siamo esseri speciali, in noi stessi
siamo uomini immensi, nel vivere con gli altri
questo l'ho imparato, se sono in me, sono in voi
artefici, e partecipi, delle nostre vite
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CAMBIO
Datemi un ideale , una battaglia
datemi un arma, un nemico
voi che avete combattuto,
con i mezzi sbagliati
ma con la rabbia giusta
a noi che avete lasciato?
Un mondo di insegne da comprare
una lotta persa in partenza
l'istinto affogato nel benessere
nei locali, nelle luci del sabato
nei sogni a rate, nella roba
niente di niente, solo polvere
e ceneri di sentimenti
anche quelli ormai costruiti
o distrutti per appagare un bisogno
allora scompaio, e coltivo il mio fuoco
non sconfitta, ma scelta
incapace di accettarmi, di giustificarmi
forse accenderò io la miccia
o forse mi piegherò al contesto
eppure soffia un ardore solitario
ma concreto, che alimenta la mia rabbia
e diviene consapevolezza, e poi forza
che cresce in me, ed in molti
poi, tutt'attorno sfuma, e muta
è la tua sveglia, il tuo incendio
tu lo fai diverso, tu implodi
ed è vero , ti accorgi che
non è cambiato proprio niente
ma stavolta sei cambiato te
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IMPRESSIONI DI UNA NOTTE DI INIZIO ESTATE
in questa situazione
la nostra diversità è già destinazione
lividi, e ferite, duri colpi alle spalle
ci abbiamo fatto l'abitudine,
gli abbiamo sentiti addosso
senza accettarli, senza schivarli
ed adesso, almeno chiediamo
che ci guardino in faccia
quando vibrano le loro mani,
perché ormai non ci tocca
l'identità, e la voglia di nasconderla,
ci lascia indifferenti, il peccato,
anche se non libera il suo autore,
i motivi vuoti, non arrivano a sfiorarci
come le voci, e gli sguardi
da re del mondo cammino ferito
contuso, ed umiliato, mi trascino
tradimenti, e languide scie di sangue
ma vado avanti sicuro,
ed affondo nel fango in cui voi
sguazzate da maiali, perché io cerco di uscirne
di vederci da lontano, ho la forza
e non mi distruggo con voi, per un pezzo di pane
ma c'è una piazza di luci e persone
ed impressioni di una notte di inizio estate
che non nasconde, che quante più voci
ci arrivano, tanto più ci sentiamo soli
sarà che parlo un dialetto solo mio,
o forse so, che voi, senza me,
avete ceduto al giorno, scambiando
lettere di fuoco, per pagine di niente
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L'ESPLOSIONE
non so dove capiterà il mio arrivo
ma adesso questo percorso è già destino
la strada, dall'inizio alla fine,
l'unica cosa sicura che affronterò
con i perché, i ma e gli sbagli
serrati nella valigia,
immagine di un esistenza confusa e travagliata,
la nostra, orfana di serenità ed affetto,
ma so che devo fomentare il mio cammino
sperando che si allunghi ancora un po'
e che il mio fato nero,
divenga realtà sotto un altra alba,
forze oscure e tempestose dipingono la mia anima
perché nell'equilibrio tra l'accettare una vita
e quello di conquistare un destino, non navigo confuso,
ma combatto il mio percorso
ed il peso che mi porta a quel delirio
troverà memoria, ai margini dell'esplosione
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LE VERITA' DEL DESERTO
tutto libero, tutto assoluto, lontano da falsi vincoli
estraneo al confronto, alle etichettature,
rivoluzione e restaurazione, moto e stabilità
scelta e indecisione, mancanza e completezza
non hanno un senso proprio adesso,
nella nostra realtà acquistano definizione
in un sistema fatto di un ambiente costruito,
ma qui, in me, in te, in questa landa, non valgono
tutto sfuma, tutto ridimensiona il verbo,
la coscienza di se diviene illuminazione
diviene principio, e sopravvivenza, meta e partenza
in questo gioco sporco, affascinante e nemico
ci siamo dati leggi, ci siamo dati conformità umane
abbiamo relegato i sentimenti, e distribuito molecole
di amore, di sesso, e di rapporti con le altre vite
ma spesso ciò che ci è attorno è divenuto ciò che siamo,
perché qui errore, si chiama colpa, peccato ,scelta
e nel pensiero non sono giurie, ma l'animo mio , a definirli reati.
Governando i nostri istinti , chiamandoci con un nome diverso,
un nome che non cede, ne acquista la nostra identità, perdiamo,
forse, ma lo credo, è questa astuta scenografia a rendermi attore
ma non recito copioni scritta da altri, ne da me
senza un pubblico sarei ancora quel che sono?
senza di voi accanto, senza possibilità e alternative,
veramente avrei ancora convenienze o condanne?
Tra la sabbia dell' inscindibile, non mi allontano da me stesso
per avvicinarmi a voi, ed alla condivisione che uccide,
resisto ed intravedo il senso delle cose reali ed immutabili
ora, come quando il mondo non era malato,
vere, tra gradini di marmo, e vette di cemento
solo in questo disarmante ed inafferrabile vuoto protettore,
mezzo di conquista e di difesa, io raggiungo l'essenza dell'esistere
e non esito davanti ad un nome ne ad una divisa, in questi giorni
privi di albe e di tramonti, il tempo, non descrive il mio percorso
e nella pienezza dell' incompiuto , io sento
la voce vera, del deserto che ho attorno
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CONDANNA
occhi di ghiaccio senza valore
anima sporca e orgogliosa
tu priva di memoria e rispetto
pagherai la tua voglia di ferire
perchè il male non è relativo, è assoluto,
non lo hai fatto a me , l'hai fatto e basta
e dio come me non declinerà dal tuo cammino,
dalla tua meschina indifferenza
e negherà un perdono, che diviene già sentenza
condanna infinita, giusta e vera
a te, a quelli come te, a voi
maschere vili, di ridenti sorrisi
sarà il principio a regalarvi coscienza
come pena, e sarà legge, e sarà destino
la vostra agonia, il vostro declino
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TUTTO PASSERA'
non piango più ,tutto è così importante
che devo solo contemplare ciò che mi si fa davanti
non saranno più i miei occhi a farlo peggiore
mai più,l'impegno, come gli sforzi non premiati
mi faranno apprezzare di più i successi
e trarre forza dalle cadute, e mai mi butterò giù di nuovo
la mia cura adesso, la trovo solo in me, e nel giorno,
il principale scopo sono io, ma so che c'è altro
se qualcuno proverà a seguirmi, sarò un po' meno solo
ma non mi fermo certo per questo, e l'esterno lo tengo fuori
caccio via le domande, e arresto le risposte
condivido libertà e noia, in questa strada
nel mondo fatto di pause di caffè, di uffici,
e di provincia uguale a se, anche nel divenire
vivrò ancora un altro po', mentre preparo la decisione
mentre sarà una fuga a darmi l'illusione
tendo una mano al futuro e l'altra al sogno,
per il resto credo sia stato solo un brutto periodo
ce ne saranno altri, spero per qualcosa che vale
non per maschere, e arriverà altro dolore
ma so che presto, o tardi, dopo notti sventrate,
e cieli senza luce, anche questo passerà
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LA TEORIA DEL SILENZIO
l'utilità del silenzio, nell'uccidere le parole
spesso si confonde con le fughe del momento
dimenticandoci che le frasi cambiano
mentre il silenzio rimane sempre lo stesso
assurdo è pensare di non dare un peso alle cose
ognuna purtroppo è reale, ognuna ha la sua parte
ma il pensiero del silenzio mi fa apparire libero
tra le urla di tutti, fatte di parole vuote
ho provato ad alzare un po' la voce
ma quanto è difficile in questo cimitero d'identità,
nel silenzio chi parla è un gigante, in questo scenario di nulla
magari qualcuno avverte un lampo nel cuore
non incidono adesso scambi di entusiasmi o di sconfitte,
e soliti suoni in ambiti, e facce diverse,
perkè il confronto da forza, se già sei forte in te,
se già sei cresciuto, enorme, nel tuo silenzio.
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FIGLIO DEL VUOTO
dimentico il percorso ke descrisse un sentimento
e sfumo te, me , noi, nell'avvento di nuova estate
sospiro per risparmiare lacrime, e cancello
quegli occhi innocenti che non potevano capire
l'odio tramutato in forza bruta
il rispetto per la nostra esistenza divenuto scontro
dimentico sorridendo anke le promesse andate
le fughe che ho vissuto in te, tra ulivi
i miei baci a mille bocche, ognuna unica e diversa
lascio che svuoti, la testa, i pensieri
e mi basti il vuoto adesso,
perkè cerco di far posto a qualcos'altro
quel passato era mio, era tuo , era vostro, ora è solo
senza testimoni a dimostrare passioni andate
le mie mani, i miei polsi, portano cicatrici
di giorni di vita agguantata per un soffio
cicatrici nell'anima, che perdono, per fortuna i segni
e quel bracciale che diceva mai più, ora non serve
ho scritto dimentico con la penna,non col sangue,
nel rivedere l'ultimo scorcio di me distruggo
anke ciò che ero stato prima e che li mi aveva portato
non so voi, ma fino ad ora, mi sono sentito io
solo in rari istanti di vita, con ki ho amato, con me, a volte con il mondo
e dimenticandomi, certo non mi troverò, ma avrò almeno un occasione
eppure tolgo catene e vincoli al mio destino
la diversità non porterà felicità, spero dolcezza, e forse me
ma so ke ciò che vorrei dimenticare è che cancello per proseguire
la mia esistenza sbagliata, la vedo, la descrivo , la ammetto
forse errore, non colpa, e nel dimenticare, ricordo, vivo, e passo
so che il domani è figlio del vuoto, che dovrà colmarsi
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SFUMATURE DI COLORI
non vedo le sfumature, non ne ho il bisogno
so star bene, ma so anche stare male
preferisco vedere che coprirmi
bianco, o nero
non c'è niente nel mezzo
solo colori come scuse
come giustificazioni che ci siamo dati
per non sentire il peso delle colpe
l'anatema delle scelte, su cui ci siamo diretti
oppure per mistificare e cancellare
un valore che se ne va,
un sentimento sparito, una bugia, un tradimento,
lo abbiamo fatto normale,
ma gli opposti non ammettono
la nostra dolce attenuazione
più le cose sfumano, e meno sono chiare
meno sono precisi i limiti, si dilatano i contorni
e tutti entrano od escono con tranquillità
io mi godo tutto, il dolore ed il piacere
e tu che hai detto, nemmeno il male
l'ho vissuto bene, in pieno,
guarda il presente come me
e vedi nero nel nostro mondo
per far bianco il mondo che verrà
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UN SOGNO IN MENO
persone libere, in liberi stati
libere di crescere, di studiare
di avere un futuro in cui sperare
che attraversino il mare, per piacere
non per sopravvivere
abbiamo millenni alle spalle
civiltà è crescere, è evolvere
basta cadaveri galleggianti
e sogni in fondo agli abissi
che nessuno troverà mai
io come voi, non ho colpa,
tutti siamo colpevoli
perché lo accettiamo
con un velo di tristezza
che ci fa apparire assolti
possa crescere l'albero,dalla radice
piantata nella propria terra,
carica di ricordi, di passioni, di gesti
possano le onde portare voglia d'estate
anche in quei volti di un altro paese
quel paese, si chiama mondo
qui, con loro, e voi, io vivo
percepisco e coltivo il mio presente,
ma non occorre averli accanto per sentirli vicini,
un sogno in fondo al mare, è un sogno in meno su questa nostra terra
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POSSEGGO IL VENTO
Giù il finestrino, tutto si risolve in questo, nell' aria calda che sento addosso,
nel profumo del mondo, che mi da ricordi immensi
sensazioni che tornano e che per sempre proverò
in un ambiente diverso, in un altra età, ma adesso è questo il mio presente
campi verdi, carichi di odori, che mi fanno da testimoni già da un po'
e forse sarà un altra base il mio destino,
altri orizzonti al risveglio la mattina
o forse, li devo cercare solo nel mio animo,
l'estate , come la forza, la determinazione, sono in me
la voglia di ripartire nonostante avessi agognato la fine
ma ora lo vedo, tutto è importate, anke la cosa più piccola
ogni obbiettivo, anche minimo, merita rispetto
gode di apprezzamento, solo per il fatto che qualcuno vuol raggiungerlo
anche un dolore, un piccolo sorriso, un saluto , tutto è vita
tutto mi fa apprezzare , che quella notte di festa, abbia resistito
a chi mi feriva a morte e mi uccideva, a chi rideva del dolore
e mentre io cadevo gioiva, solo in quelle mura ebbi la certezza
che avrei dovuto faticare e salire, ma che a un momento
sarei tornato a respirare tranquillo, non alla realizzazione
ma alla ripresa, alla partenza nuova, alla cima della prima vetta
che mi permette di ridere di nuovo, di ascoltare con passione
una finestra aperta vicino alla mia, e di dormire finalmente
sempre nel solito letto del primo amore, ora solo mio,
minuti che divengono ore, poi mesi ed anni
è la prima volta da allora che sento che arriva una stagione nuova,
lo sento, vetta dopo vetta, arriverò ,ed anche questo tempo gettato
in un amore finto mi sarà servito nella scalata
perché niente è facile, niente è dovuto, ci sono persone enormi ed ombre
nessuno ti dice chi attraverserà il tuo percorso, sta a te, capire, morire, e poi volare
se non sei tu la tua luce, nessuno può esserlo
questo pezzo di vita si chiama male, adesso non può reclamare altro da me
le ho già dato anche troppo, ora posseggo il vento
il mare, le lettere sui libri, i nuovi incontri
assorbo e canto il sudore del lavoro, il caffè dopo pranzo
sono felice che sia estate, sono felice di esser qui
a scrivere su una panchina, a vedere il tempo trascorso,
il suo epilogo qualcosa di buono ha creato, me
una persona libera e serena, trasparente e vera,
una persona coraggiosa, piena di difetti, ma viva col mondo che ha attorno
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DA ADESSO
IO
oggi è tutto finito, per fortuna oltre che il bene,
adesso,se ne va anche il mio d'amore
resterà la rabbia e l'odio di anni senza un senso ,se sono finiti in un tal modo
l 'incomprensione di un male ,fatto da chi sarebbe dovuta starmi accanto
chi l'avrebbe mai aspettato, o pensato ,una fine come quella che vissi
le sue mani a toccare un altro,a dissacrare una promessa immensa e vergine
l'amore adolescente, l'amore limpido,il solo unico,e vero
ricordo benissimo il giorno dell'errore più grande della mia vita
altri cento ne ho fatti, ma non così, e ne sono uscito
ora esco anche da quello , così che torni a volare anche il mio spirito
lo portò in settembre due volte, un vento tiepido di fine estate
lo gettò un triste autunno, davanti ad una vetrina,ed ancora per due volte
nel bacio che non diede a me, nella carne condivisa ,
e divisa dopo istanti d'oro
va bene così, ha fatto un male immenso, ma ora è passato
ci sarà giustizia verso chi l'ha generato , ma non la mia, non adesso,
ho altro da fare, credo di essere tornato,no , sono tornato, e vivo
inizio e fine , tra i due lei, col nome che ho scordato, da adesso io
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IO CONTRO
con quale pretesa credete di poter insegnare qualcosa
a me che sono stato il primo ad imparare,ad ascoltare
anche quelli che pensando di poterne farne a meno non usavano neanche le parole
con la scusa dell'età ,della maturità, dell'esperienza, pensate
di poter anche solo stupire chi rincorre ancora gli anni
che illusi, che ridicoli, come se bastasse una bandiera,
un particolare a farvi diversi,a farvi alternativi al mondo,
ma siete i primi ad esserne coinvolti
non ho bisogno di travestimenti ne di sorrisi, ne di compagnie
e spero che qualcuno possa giudicarmi ed avere qualcosa
da dire su di me, perchè sono il primo che so farlo
conoscendo i miei sbagli, poter descrivere quelli degli altri
e voi che non giudicate, che non puntate il dito
con la finta scusa della trascendenza ,
siete i primi ad aver paura
che qualcuno possa alzarlo su di voi,
sulle vostre coscienze sporche
sulle vostre maschere, sulla vostra meschina indifferenza
non avete niente da dirmi, ne da insegnarmi,
ne da farmi capire
sono cresciuto in fretta,
senza il bisogno che le esperienze mi plasmassero
perchè sono io ,vero ,sempre io,
con la mia anima pulita, sincera
che fa paura e rabbia alle vostre dispensatrici di menzogne
io che ho sempre seguito me stesso,
senza la paura di schierarmi
perchè davanti avevo chi potesse darmi contro,
come siete arrivati a questo, a certi gesti
voi che morivate davanti ad un mio sorriso
che vale nell'adolescenza quanto adesso,
perché comunque c'è stato
e voi che siete i primi ad amare con baci e carezze
che voleranno via d'inverno,
siete coloro che distruggete, le storie, i sogni
voi che amate alla follia e poi smettete,voi che non avendo niente pensate di esser ricchi
perché così vi descrivete, perché avete due occhi spenti
voi che credete che dividersi la vita sia normale,
ma essere superficiali aiuta la coscienza,non la conoscenza,
e un sorriso vi fa nascondere solo il fatto
che da soli non sapete stare,
niente di più del nuovo, altri occhi sugli stessi colori......
perchè c'è chi si crede ancora nel giusto,
chi cammina senza coerenza,
col sorriso sulle labbra, che cambia al soffiar del vento,
c'è chi non rispetta le sue stesse parole,
mentre distrugge i sogni,
si diverso da me, perché qualche principio lo posseggo ancora,
perkè la vita che attraversi, quella che verrà,
non prescinde da quella che hai avuto,
ma qui mi fermo ,perchè ancora a parlare con chi è sordo ai sentimenti, non ho imparato
e so che non avrete le chiavi nemmeno per leggere, per capire
scorrendo le lettere non ritrovate voi stessi,
i vostri delitti, le vostre fughe
ma io combatto, perdo e combatto ancora,
da terra o rialzandomi con le stesse mani
che vi hanno amato od odiato,
ed ora avrebbero la forza di ferirvi,la forza e la rabbia
che solo la ragione ferma, almeno fino ad adesso
vivete ancora bene, con la testa dolce sui cuscini,
a scambiarvi respiri di persone diverse
ma siete voi , facce anonime e colpevoli, siete voi,
ed ora lo vedo bene, dopo anni,
che non avete scuse abbastanza grandi
per i vostri inganni, per questo non le potete usare
siete voi, tranquilli ed immorali, voi, ed io contro
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Respirerò la luce
respirerò la luce tra le fronde
e vedrò il mare immenso,
con la mia meta, all'orizzonte
sperando ke questo abbia un senso
sentirò il vento tra le mie dita
perkè l'estate darà sorrisi
forse finalmente si ferma, la salita
dei mie sentimenti disillusi
cercherò te su questa sabbia
te, a prendere il posto della mia luce,
te, ad annegare la mia rabbia
e credo ke suonerà diversa la mia voce
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UN PASSO NUOVO
forse oggi e già tardi per vedere ciò ke volevo essere
perché quello che mi ero disegnato era un sogno a metà, non solo mio
e quando uno smette non ne perdi un pezzo, lo perdi tutto
o forse invece basta chiudere gli occhi e dire addio con affetto a quelli persi
perchè non è ancora tardi per diventare qualcun altro
non è ancora tardi per rialzarsi senza vendetta
se la mia vita doveva essere diversa, non è detto che ora non debba viverla
resterà unica ed indelebile nel mio passato, ma li si deve fermare
sai che ora convivo con l'amore non corrisposto
e con le notti tristi dei ricordi appassiti
perchè non si perde l' amore se lo perde l'altro, non va così
ma ci hanno insegnato questo,e domani non sarà quel giorno che volevo
ma sarà sempre un giorno della mia vita
forse il più duro forse il più grande,
posso giudicare le persone e le parole
perkè a me compete a me, animo limpido, spetta
ma l'estate non mi darà mai più le chiavi della sua stanza
mi darà un calore, sempre lo stesso, ke sta a me vivere diverso
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LA SCINTILLA
QUEL CHE VOLEVA ,ERA Ciò CHE GIA' AVEVA
QUEL CHE CERCAVA, CIO' CHE LO ASPETTAVA
QUELLO CHE ADESSO E', SOLO UN BUCO DA CUI SCAPPARE
CERCO' GLORIA, MA ANELAVA DOLCEZZA
SI SPENSE NEL SILENZIO DI UN MONDO PERSO
PERCHE' UN INCENDIO PARTE SEMPRE DA UNA SCINTILLA
CHE NON SAPPIAMO CONTROLLARE
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L'INTENZIONE
potrei pensarlo, e vorrei raggiungerti
essere quel che speravo, trovare gli stimoli e la condizione
abbatterei le montagne certi giorni, se solo avessi i mezzi
l'ambiente a me congeniale, ma qui, così,è tutto scorretto
non ho avuto una spinta, un appoggio
e per partire serve un accelerazione forte
eppure sento che sto per arrivare
a quei sogni,sempre più veloci di me
per questo non faccio altro che rincorrerli
sarei disposto a combattere qualsiasi battaglia
il difficile è scegliere quale sia
per vincere,o perdere,e poi ricominciare
non mi tiro indietro ,non l'ho mai fatto
e questo rifiuto di accettarmi così come sono
questo allontanarmi dalla vita che non è la mia
è una guerra,non una fuga
e forse diverrà sconfitta prima che
vittoria
oppure ho bisogno dell'illusione, del cambiamento
per nutrirmi, e pensando, fingere di mutare
ma la testa non confonde le due vite, e non sono ancora perso
per far finta di non vedere la mia immagine reale
so che ce la posso fare, ma soprattutto so cosa voglio
tra mille obbiettivi scegliere il più lontano
così che questa sensazione non finisca mai
perché infondo mi accorgo che lo cerco
e sperando di raggiungerlo lo allontano ancora
forse così avrò un altro metro di certezza
ma basta adesso chiedersi i perché, basta
un po' di tranquillità in questa corsa
la merito anche io, devo fermarmi e non pensare più
fare come tutti ed accontentarmi
combattere una battaglia piccola, a mia misura
senza pensare che la vittoria non è così importante
veramente lo vorrei, amare ancora, cedere il passato
vivere sereno, vivere sfiorando il suolo
alla sola altezza che mi compete
lo vorrei,è la mia intenzione più lontana
ognuno avrà la sua, misera o immensa, ma propria
ed io soffrendo, la cerco ma trovo altro
e mi accorgo che nel fare due passi avanti
altri due ne aggiungo alla mia meta
e allora mi sveglio ridendo, e mi illudo ancora
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L'ULTIMA VOLTA
ancora una volta, derubateci
con l'ipocrisia, con l'inganno
dateci aria, spacciandocela per vita
e sorridete delle nostre ricadute
spremete sangue dagli occhi
fingendo lacrime di gioia
e arricchitevi con le nostre debolezze,
con le nostre coscenze illese
ancora una volta,annuseremo la nebbia
fingendo di afferrare qualcosa,
fingendo di non avervi visto passare,
stanchi di credere a quelle parole immonde
che in noi divengono mani alzate,
pugni tesi sulla vostra indifferenza
che svanirà nell'urto
e acquisteremo pace da questa violenza
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LA NOTTE DEL PRIMO BACIO
non sei solo cresciuta, sei anche scappata
come e peggio di tutte
un bel pezzo di ferro tinto d'oro
che ho visto luccicare al buio,
l'amore che si perde per non impegnarsi
mi scioglievo vedendoti
ma non conto le parole sprecate
succede a tutti, chi più chi meno
ama e si perde, poi smette di pensarsi
sai erano i tuoi occhi a farmi speciale
i miei sono sempre gli stessi
più bui, magari senza luce, ma gli stessi
quelli che ti aprivano un mondo
nella notte del primo bacio,
quelli pieni di lacrime dell'addio
e di rabbia nel vederti su un altro,
quelli che ancora scrutano il mondo
sperando che ci sia sempre qualcosa da cercare
ma era dicembre, e stelle ad illuminarti il viso
bellissimo ,che avrai sempre senza me
cosa potevo volere di più, più di questo
cosa volevi, cosa adesso hai
il coraggio di scappare, non vale quello di tornare,
quello di restare, ma non chiudo gli occhi
e non cerco un altra te, sfido i mie pensieri
sperando che il tuo sguardo alieno
non incroci il mio senza difese
perché ancora ti fa speciale, ancora vede,
quelle stelle immobili, sul nostro primo bacio
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NON CADO PIU'
mi chiese chi ero e dissi cosa sarei stato
mi donò uno sguardo e mi persi in lei
disse l'amore adesso,ed io pensai per sempre
vidi il futuro in un sorriso senza tempo
cercò la mia anima,ma già lei la stava aspettando
mi strinse forte, ed io ancora sento le sue mani
mille notti a pensarci, e mai smetterò di farlo
mi disse non ti sento più, e io agognai la fine
lacrime che bagnano il viso, ma nessuna parola
vivere questi spazi adesso, da solo mi uccide
e il mio mondo si comprime e svanisce
un pezzo di me, un pezzo di vita
e una esistenza fragile cade giù,
su una base che pensavo sicura
stavo in piedi per miracolo
dico chi non sono, e spero lei ricordi chi eravamo
perché da zero ero nato, da zero sono ripartito
senza fondamenta, con le ossa rotte,
ma in piedi, dritto su me stesso, me lo sussurro piano,
adesso non cado più, e vorrei crederci stavolta
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NIENTE VA PERSO
ricordo parole e momenti del passato
che distrussero un presente
attimi che rimangono nel futuro,
non ci si lascia alle spalle niente,
è tutto qui nei nostri occhi gonfi
parole belle,e parole brutte
ma ciò che conta è che siano vere o finte,
e la verità non è figlia di un momento
non è legata a chi l'ascolta,
non si configura tale,
a seconda del viso che ha davanti,
come i migliori sentimenti,non si perde
i volti, i sorrisi, le lacrime
niente si cancella, niente va perso
la vita va avanti e finge di scorrere senza peso
come l'acqua che mi bagna il viso,
e per tutti ogni cosa è uguale,
ciò che sei stato,ciò che hai visto
è parte di te,vive in te
l'anima si gonfia,e assorbe tutto
ed il cambiamento non è reale
siamo ciò che eravamo,
con abiti diversi,con meno sogni adosso
con altri amori accanto
e tutto di nuovo rimane uguale,
non si scappa dal passato
non si vive un futuro senza memoria
Anni diversi, il mondo che cambia
nelle sue priorità,e noi come un gregge
tutti dietro, senza capire
perchè nessuno ci da il tempo,o l'ordine di fermarci,
e poi un tramonto accanto a te
sconosciuta fino a ieri,
quasi a dirmi che ciò che muore
domani di sicuro rinascerà,
con la stessa intensità,con i soliti colori
come il mio passato che si ricama addosso ad un altro
perchè coglierà i frutti dei semi che piantai,
ma conquisto il mio presente
e faccio finta di non aver sentito
lascio che passi questo vento,
che si porta via rancori,che penserà a generare giustizia,
tra poco sarà estate
arriverà la morte,e sarà di nuovo vita
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LA DIREZIONE GIUSTA
la direzione giusta
è quella che mi porta a chiedermi quale sia
nel momento stesso,in cui mi sono smarrito
non è una risposta, ma una domanda
non è un percorso,ne un arrivo
ma una percezione,una finta meta
per darci l'illusione di starla a cercare
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CI SARA' IL RITORNO
Ci sarà un ritorno, ci sarà un domani
sentiremo ancora la vita scorrerci accanto
e su per i colli, verso il cielo
a prendere le stelle, quelle che vorremo
ci sarai tu in me, ed io in te
ed il rimpianto non sarà ricordo,
tornerà la notte sopra a questo tetto
perché qui eravamo, qui torneremo
nel vento, che saprà per sempre di noi
nel primo bacio su quella panchina
tra luci ed ombre, tra canti e te
nel momento in cui ci siamo stretti
questo nel mondo è passato,
ma è li, ed è in noi,
tornerà in una sera come tante
in me, in te, distanti, e ci sarà il ritorno
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SEI STATA UNA BUGIA
ogni tua carezza, ogni tuo sorriso
nel calore di un istante
o nel freddo del tuo pianto,
tutto falso,tutto calcolato
per soddisfare un bisogno
triste,come è triste il materiale
povera mia passata adolescenza
spesa accanto al futuro che ho perso,
spesa nei tuoi occhi ingordi
davanti a pensieri così superficiali
e a promesse che dicevano per sempre
promesse che meritavano di più,
mani ferme ad aspettarti
per appagare il primo desiderio,
mani che credevano in te
che sfioravano, e già speravano
occhi che brillano, occhi a cui hai mentito
battiti che credevano ,respiro del mio respiro
che hai soffocato nel banale
come chi uccide i sogni
e crede di iniziare a vivere veramente,
come chi vede in una sconfitta una vittoria
un attimo,vale una vita
la tua vita ora, non vale un attimo di noi
di me, di quello che ci stringeva
ma sei stata solo una bugia
una grande, effimera chimera
parole pesanti che hai eluso
che hai detto perché le volevi,
che hai detto perché mi volevi
intrappolato nel tuo cuore
da un persona che non sei mai stata
da valori che non avrai mai
eppure hai mentito,
con la pancia gonfia di chi è sazio,
e poi hai riso come chi gode del dolore
ci fossero specchi a misurare le coscienze
ed anni nuovi per quelli persi,
ci fosse nel destino avverso, una vendetta che non cerco
e se gli occhi tuoi non vedono, mai hanno visto.
potessi urlare con rabbia il tuo nome
che dimentico volentieri nelle ore che hai tradito
ci fosse dio,nel perdono che non ti posso dare
e se marcerai a testa alta
se la notte l'anima non ti nega il sogno
se non salvasti la tua metà, la tua vita
hai mentito solo a te
nel tuo passaggio così sereno
una frase ne uccise mille
un sorriso descrisse un viso, che non conoscevo
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TREMO
Anime in mezzo al prato,
sogno di una notte lontana
il mio risveglio nel tuo,
passaggi di segni e di comete
congiungersi in un istante
e concepire la pienezza del mondo,
la notte che diviene vita
e poi di nuovo brilla nei suoi occhi.
Ma io mi guardo dentro,
c'è una bestia che ringhia
non un sorriso appagato,
nel definire l'infinito in tre parole
non mi sento libero,
nell'averti trovo un appiglio
ma è uno stordimento,per annebbiarmi
perciò ti tengo, e poi di nuovo tremo
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IL MARE NON LASCIA IMPRONTE
A SBATTERE CONTRO UN MURO, FAI DEL MALE SOLO A TE
IL MURO RESTA FERMO LI, NON PERCEPISCE IL TUO RANCORE
ED ANCHE TU COL VENTO PIU' FORTE CAMBIERAI DIREZIONE
QUALCUNO L'HA GIA' FATTO , QUALCUNO LO FARA'
NON HAI DA INSEGNARMI NIENTE, NON C'E' NIENTE DA IMPARARE
TI SEMBRERA' LA LOTTA, UNA CONQUISTA ,
E L'ARRIVO UNA NECESSITA' PER VIVERE TRANQUILLO,
TANTO NON SARA' MAI COLPA TUA
E FARAI DELLA PROTESTA UNA SCUSANTE,
UN MODO PER TIRARTI FUORI,
PER FAR FINTA CHE A TE NON TOCCHI,
EPPURE CI SEI IMMERSO, TANTO CHE A FORZA DI NUOTARE
TI SEI DIMENTICATO PERCHE' LO STAI FACENDO
PRIMA, ALMENO, AVEVI PAURA D'ANNEGARE
MA LA MAREA E' FORTE, TI TRASCINA CON SE
COME TUTTI MI DIRAI, SE SOLO TI FERMASSI UN ISTANTE
POTRESTI ANDARE A FONDO, OPPURE ALZARTI
E VEDERE DALL'ALTO QUEL MARE
QUELL'ISOLA LONTANA IN CUI CREDEVI
PER PRENDERE LA DIREZIONE GIUSTA, LA TUA
FORSE SARAI SOLO, A NAVIGARE CONTRO VENTO
MA ALMENO SEGUIRAI UNA STRADA
IN PACE CON TE STESSO, E CON IL RESTO
IN QUEL MARE CHE NON LASCIA IMPRONTE
CI SARA' UNA SCIA VISIBILE DAL CIELO
E ORA DOVREI DIRTELO, CHE QUEI MURI
NON CADONO SE NON PROVI AD ABBATTERLI
SE INVECE CHE METTERLO, UN NUOVO MATTONE
PROVI A LEVARLO, FORSE A QUALCOSA SERVIRA'
SE LE PAROLE CHE URLAVI, ORA NON LE SENTI NEACHE TU
CREDICI PIU' FORTE, E FAI FINTA CHE QUEL SILENZIO TI PARLI
PERCHE' IN FONDO FINO A IERI, SAPEVI ASCOLTARE
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LA VIA DEL RITORNO
torno a casa,con quel che ho dentro
torno in me,in un sogno che ho già fatto
in mille notti che dimentico
se ho creduto in una bugia,ora che conta
se al di fuori non trovo niente,
mi chiudo nel mio mondo
in una strada già percorsa,
con un passo che conosco
perché è il mio
l'impegno è un illusione,dopo un muro
c'è ne è sempre un altro
ora è tardi,navigo al buio come sempre
e mentre vado avanti,perdo un altro pezzo di me,
per continuare devo tornare
per partire ,prima devo rientrare
ci sarà un nuovo tempo ad aspettarmi
o solo il ricordo di me che l'età adesso non accetta
davanti ho tutto,dietro solo me stesso
ma mi volto,è la via del ritorno che mi aspetta
su orme che rivedo,e volti che ritrovo
cerco l'immagine di cosa ho fatto
e nella foschia che si apre ,qualcosa forse riuscirò a capire
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HO VINTO
voglio smettere di tentare
voglio non aver più la voglia
di provare a far qualcosa
voglio farlo e basta
quel che ho perso, ho perso
quel che c'era, ora non c'è
ma domani mi aspetta già un altro sorriso
ho perduto,l'ho capito
sono stato sconfitto in cento battaglie
ma sono qui in piedi
ed ora non combatterò mai più
vinco e basta
questo sole che illumina il mondo
mi da una forza immensa
mi ridona la vita,vera
lontano dai ricordi
dal dolore che ho sofferto
dal male che te e gli altri avete fatto,
non mi frega più
mi lascio tutto alle spalle
sarà il futuro a farvi pentire
e a farmi grande
ho solcato i vostri cuori
con impronte da gigante
e le lascerò ancora più profonde
si che comincerò a volare,
anzi già volo
mentre scrivo,già vivo
senza pensarci più di tanto
occhi alti e senza pianto
mani pulite belle in vista
se mi chiederanno chi ero,
chi sono,che farò del domani
risponderò con lo guardo
di chi è troppo impegnato a vivere,
allora vi saluto tutti
rabbia,amore,gioia e dolore,
ora volo,ora non vi temo,
ora non vi aspetto più
ora cammino sulla mia rotta
meta dopo meta,
fatto di carne ossa e sangue
quello cerco ,quello ho
non devo aspettar domani
oggi è già un giorno nuovo,in cui ho vinto
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TORNERO' A SOGNARE
per ogni suo sorriso adesso darei la vita
per un solo battito,di nuovo accanto
baratterei i miei pensieri
con parole senza senso
in tanta luce,ho voluto vedere
oscuro a tutti i costi
e di ore preziose,ho fatto spreco
vorrei tornarle accanto
senza pensare che la perderò
e cercare di dirgli per sempre
con un singolo istante di noi,
perché l'amore non l'ho scritto
ne l'ho detto,ma l'ho sentito dentro
ed è qui come sempre,com'è giusto
ma il tempo,mi lascia
il dolore di non aver capito
e solo quel suo viso mi fa felice
in mezzo a tanto male,
e se ieri l'ho avuta,e poi l'ho persa
la tengo stretta,nel domani
per quel giorno che tornerò a sognare
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IL SENSO DI COLPA
mentre ti parlo sono ovunque, posso percepire il singolo istante
delle parole che tutti sussurrano, nel silenzio della notte
soli con dio, soli con se stessi ,ke siano amati, rispettati, vincitori o vinti
soli, senza aggettivi accanto ,sento quei lamenti, quelle preghiere
costanti, ferite al mio cuore, perkè sono senza veli
senza travestimenti, e ci descrivono per come siamo,
esseri deboli in un mondo in rovina, in un mondo bellissimo
ke non riusciamo più a guardare
scivolo tra le lacrime, tra i sogni, quelli realizzati, quelli infiniti
tra gli incubi, dei nostri giorni, nel futuro ke si perde
e sono in te, nella tua anima, nelle vostre menzogne
ke ora vi pesano come macigni ,ke non riuscite più a portare
nessuno mi passa sopra, sapete solo fingere bene
ma non la notte, soli in un letto, dove siete cresciuti
od in uno straniero con un anima accanto, ke sembra non abbandonarvi mai
e la mia presenza unendovi nella mente ,vi distacca , e vi fa di nuovo soli
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L'ULTIMA VOLTA
ancora una volta derubateci
con l'ipocrisia,con l'inganno
dateci aria, spacciandocela per vita
e gioite delle nostre ricadute
spremete sangue dagli occhi
fingendo lacrime di gioia
e arricchitevi con le nostre debolezze
con le nostre coscenze illese
ancora una volta annuseremo la nebbia
fingendo di afferrare qualcosa
fingendo di non avervi visto passare
stanchi di credere a quelle parole immonde
che in noi divengono mani alsate
pugni tesi sulla vostra indiferenza
che svanirà nell'urto
e acquisteremo pace,da questa violenza
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LA CONTEMPORANEITA' DEGLI OPPOSTI
nella stima di ciò che abbiamo perso
dovremo includere non soltanto
quello che era e non è più,
ma anche quello che non abbiamo vissuto
per ottenerlo
ugualmente,nel guadagnare la libertà,
dovremmo capire
l'alternatività di quello che abbiamo ottenuto,
rispetto a ciò che avevamo,
poichè il tempo non concede
la contemporaneità degli opposti
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QUEL CHE SONO
fossi niente come neve che si scioglie
fossi aria che è ovunque
fossi libero da me,dal tutto che mi circonda
fossi erba che corre limpida sui colli
fossi acqua che penetra nella terra
o orizzonte senza confini
fossi ciò che non sono,sognando di essere
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RESPIRO
sarà che non ho smesso di lottare
o forse,è solo odio
sarà che non piango per ferite
ma anzi colpisco e affondo
sarà che non so fuggire
che non mi basta eludere
con giochi di prestigio questa realtà
sarà che provo a respirare comunque
anche quest'aria lurida,pesante
che annebbia colori,sentimenti
sarà che questo mondo non è il mio
ma ne faccio parte ancora,
forse è voglia di combattere
o forse solo paura di arrendersi
ma io non mi fermo
e se il cielo si fa nero,cerco l'azzurro
se nelle lacrime se ne va il buono,
non il dolore,io le tengo strette
sarà che credo,che qualcosa cambierà
o forse sarà solo la speranza
a farmi arrampicare ancora
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CERCO
cerco ciò che non trovo,
cerco ciò che non sono,
e se lo trovo lo perdo,
se mi vedo,mi perdo
ma continuo,e cerco ancora
tra i rifiuti di una vita
nel deserto che lasci,
nell'anima di un'amore che perdo
e scavo,scavo più forte,
ma m'inganno,m'illudo
che togliendo qualcosa
qualcos'altro trovi
un cieco di fronte alla luce,
sempre al buio è,e cerca
ma è un abbaglio,e più è forte
più continua a cercare,oscuro
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LIEVE RAGGIO
mi alzo e dico basta
ho visto tutto nero,tutto perso
ma lontano,verso ovest
vedo prati immensi
e fiumi,che scorrono verso il mare
e tracciano la voglia di vivere
che ritorna,in ogni cosa che faccio
nel veder due occhi nuovi davanti a me
ed ancora altre parole,o le stesse
ma a me oggi suonano diverse
e se questo giorno intesso
fosse solo un illusione,non m'importa
ormai ci sono dentro
ma credo,e spero che sia la svolta
perché ho ripreso la velocità di un tempo
per stare al passo con me stesso
ed al male rispondo col sorriso
come al sole che non trovo,
mi accontento della luce che riflette
per quanto la sorgente sia lontana
prendo questo lieve raggio
e lo tengo stretto
ad illuminare tutto il resto
e mi accorgo,dopo un altra notte
che infondo non occorre tanto
per vedere quel mondo di bene che ho attorno
poi riprendo a ridere e dimentico,
e di nuovo a camminare,con un peso che lascio
se ne troverò altri cento,li porterò ancora
ed ad ogni straniero che incontro dirò grazie
per essere stato sulla mia strada
e prenderò nuova luce per farla mia,per sempre
perché se la strada è solo questa
non serve pensare a quanto sia in salita
e fermarsi per la fatica di scalarla,
ma andare avanti,e pensare
che in fondo un giorno,in cima ci sarò anche io
e forse,l'unica cosa che mi farà così in alto
sarà proprio quella strada che ho percorso
con un volto nuovo,il mio che ritrovo e dono ,
con un sorriso in più ,che un po' di luce,accende
su questa via
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TOMMYPOET