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PAGINA DEDICATA A QUELLE POESIE E A QUEI PENSIERI CHE NON SONO STATI INSERITI NELLA RACCOLTA, PARTI DI UN TEMPO CHE NON VIVO PIU' , CELATE IN UN QUADERNO, NASCOSTO, RITROVANO VITA, SU UN SITO, FORSE ERA MEGLIO SE RESTAVANO LI.......

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LA FERITA


devo andarmene,

devo sparire, nascondermi

voglio lasciare questa terra

carica d'odio e di rancore

voglio non aver rimorsi

su decisioni mai prese


ho uno squarcio profondo

che si espande ogni giorno

e mi fa un gran male,

nessuno lo può vedere, ma io si

è dentro e mi distruggere


come una lebbra tremenda

avvolge e corrode

tutto ciò che ho attorno

non esiste la cura

solo uno stordimento,

dimenticare di esistere


ma io voglio vivere,

lontano da qui, senza fermarmi

cercando di chiudere quello squarcio

ma ogni volta, ogni scelta

ogni rumore che sento

mi riporta comunque, a lui


la ferita è troppo grande, adesso

anche per me, che penso di aver perso

ma fino a quando avrò la forza

terrò stretti i denti sul dolore

ma voi, allontanatemi, scacciatemi

senza indugi, mia pena, e vostra difesa

 

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SCRIVIMI


scrivimi di ciò che non è stato

di quello che hai sognato

e poi non hai raggiunto

di come la vita è trascorsa

senza che tu te ne accorgersi

senza un come, un tuo dove


sai il fiume scorre in piena

tu ci rimani in mezzo

e non puoi che esser trascinato via

forse arriverai al mare

forse ti fermerai prima,

magari annegherai senza sorrisi

 

ma non è colpa tua

un po' hai provato quella lotta inutile

non è una scusa, ma la santa verità

c'è chi quel fiume lo cavalca

c'è chi lo subisce, c'è chi lo affronta

e chi come noi, cerca la sorgente


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LA FINE


muor la vita, muor la notte,

muore il riso e muore il pianto,

muor il giusto come il matto

ed anch'io, senza far rumore

prendo lo specchio e dico, muore

 

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SOLO SUL TETTO


adoro andar la dove

la luce arriva dritta

fino all'anima, e pochi

son quei che salgono con me

rido dei minuscoli esseri

indaffarati nei loro affari

alzo gli occhi e guardo in faccia dio

mentre ascolto un gatto lamentare

a sera, verso i monti osservo

i comignoli fumare, immaginando

la vita che si muove al riparo dal mondo

ma qui sono solo, e do le spalle a tutto

calpesto i volti di chi voglio

e a quelli che mi osservano rido

perché è così che si trattano i matti

 

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IL MENDICANTE


brucia il fuoco che ti da vita

sulle strade della città

scalda il calore il tuo viso

che sfugge gli sguardi, sconfitto

cala la notte sulle tue membra gelate

e dolce si posa, sui tuoi capelli, la rugiada

i miei occhi vedono i colori, i tuoi il nero,

il mio cuore esulta, per una dolce nevicata

tu muori in un triste inverno

le mie mani spendono il mio tempo

tu vivi, con i miei rifiuti

come puoi non odiarmi, come posso io

camminando non notarti, sulle mie orme

questo strano compromesso

finirà un giorno, e dietro ad un angolo di mondo

potrai tu ,farmi passare

 

 

 

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VIVERE


vivere,senza idee

vivere fuori dal senso comune

ucciderlo tutti i giorni e cercare oltre

scavalcare muri

superare confini

fino al centro della terra

o più in alto dei monti,vivere

senza dover obbedire

vivere e andare verso ciò

che realmente siamo

bruciare morali e ossessioni inutili

vivere,per continuare questa lunga,noiosa strada

che mi porta,non so dove,forse li

dove posso vivere

 

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IL GIUDIZIO


tu mi guardi,io ti osservo

tu mi giudichi,io ti capisco

tu ti sposti io ti vengo incontro

poi mi apro,e tu ti chiudi

tu mi urli,io ti ascolto

io ti parlo,e tu non senti

io ero come te,tu sei me,

poi apro gli occhi un po' di più,

e cambio,penso,e cambio ancora,

ma tu sei sempre qui davanti,

e senza accorgetene già stai cambiando.

 

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TRISTE PRESAGIO


quanto hai riso,dolce fanciulla

sguardo innocente e innamorato,

quanto il tuo amore si è spogliato

nelle notti d'estate tra le insormontabili

siepi,che proteggevano il tuo corpo

quanto le promesse hanno vegliato

sul tuo sonno tranquillo

quando tornerà il tuo sentimento

ora che stringi una foto

e i tuoi occhi sperano al di la dei monti

 

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ETERNO NON VIVERE


domani rimpiangerò l'oggi

e tra molti inverni sognerò quelli presenti

ed ora odio il mondo ed ammiro il futuro

mai accetterò la vita nell'istante che la vivrò

sarò sempre abbagliato dal ricordo

e dall'immagine del domani

quanto triste è la mia vita che non respira

come farò mai ad esistere,se non ho un presente

 

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LA RAGIONE


la ragione, sai non da soluzioni

da solo consapevolezza,

e a volte è meglio non averla

 

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