Benvenuti sul sito dedicato alle poesie e ai pensieri dietro uno spirito libero
Ognuno è poeta di se stesso, anche se non scrive, e siccome tutti siamo qui, può darsi che nelle mie lettere ci siano le vostre, però in chiaro cosicché possiate leggerle bene, e capirvi un po' di più.
Il sito è in continua evoluzione,tornate spesso a visitarlo.
Le poesie vanno rateizzate..............!!!!
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VN POPOLO DI POETI DI ARTISTI DI EROI DI SANTI DI PENSATORI DI SCIENZIATI DI NAVIGATORI DI TRASMIGRATORI
Mussolini
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Tutti gli italiani fino a diciotto anni possono diventare poeti, dopo i diciotto chi continua a scrivere poesie o è un poeta vero o è un cretino.
Croce
C'è chi ha detto che ha percorso la strada a metà, quelle del cantante, be ,io intonato non sono mai stato, poeta vero forse non lo sono, ne rimane una, ma meglio un cretino con la penna in mano, che un cretino con in mano niente.
"I poeti, che brutte creature, ogni volta che parlano è una truffa"
De Gregori
La poesia non è una cosa morta, ma vive una vita clandestina
Sanguineti
Le poesie lette prima di coricarvi,possono causare sonnolenza,l'autore non risponde dei danni!
A CAVALLO DEL TEMPO
rubo alla pioggia un pensiero,
e disegno un viaggio a cavallo del tempo,
muovo i miei passi su strade bagnate
e percorro sentieri di attimi andati
sono gocce di ieri, e vento di domani
a scavare nel mio viso, aliti di vorrei
ma sentieri di sbagli e pietre dure
liberano orme che non so interpretare
prendono in ostaggio sogni e destini,
le strade lasciate senza futuro,
ma so liberarmi di viaggi da sconfitto
per nuove mete di vittoria, e sacra certezza
scelgo io la mia volontà, tra pioggia e fango
nel tempo che non sa dimostrare la sua identità
sarò io, presto, a disegnarne una mia
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Sai rubarmi
Rubami tutto il tempo che ti occorre,
è un furto che da e non toglie,
è un mano leggera che non fa sentire la mancanza
che svuota, ma solo per riempire,
è un mano che tocca per stringere
ma mentre cedo spazio, trovo il mio,
a volte è così difficile svuotarsi
che da un senso di pienezza, tornare liberi
tu questo sai fare, sai portare via tutto
sai saccheggiare la mia vita
e liberarmi di quello che non serve
per disfare valori, che valori mai son stati
ed è il gusto di sottrarre, la tua forza,
perché sarebbe troppo semplice donartelo
ma tu togli senza disfare, e nei sorrisi rubati
a giorni più bui, mi riscopro ricco
ed è ciò che lascio, a dare peso a ciò che tengo
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Turbine
ti stringo tra le foglie del vento
ti tengo, nel turbine che distrugge
ti afferro nelle sabbie del tempo
eppure il soffio ti rapisce
e nelle mani, solo voglia che scompare
poi un vuoto moto, che mi assale
che cancella e non torna
che vibra e poi feconda
che vuota l'ombra sulla terra
io, non so tenerti più forte di così
io non so essere migliore di così
io posso solo provare a fermarti
se arriva, non rimane, se arriva assale
e trasporta emozioni come ceneri
se non sai tenerle dentro
poi cambia stagione e cambia rumore,
bastasse una tempesta a farti più vicina
ma passa, e niente è come prima,
se cattura, prende e poi cambia,
se accarezza tocca e infiamma,
e il mio corpo cade, ma non ti lascia
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E' un poeta che muore
Ho lasciato un cuore, qui sul tavolo
strappato senza complimenti, solo per appetito
è qui se ti va, ma spero non sia vana la tua fame
il mio è un cuore grande, da digerire
è un anima profonda da buttar giù
ma come ogni cosa, più ne mangi
più ti viene voglia di riempirti
quanta ipocrisia, tanta quanta ce ne è
nel dirla, nel parlarne senza la forza giusta
nel descriverla, senza combatterla
qualcuno prima si nascondeva, per lo meno
qualcuno si sentiva in colpa, vorace di voglie
ma con l'anima che sapeva di sbagliare
adesso fa quasi pena, non schifarmi dello schifo
pensare che sia nel più assurdo dei casi, normale
solo normale, quel che conta, è che tu morda
senza sentire, quel che serve, che tu riesca a digerire
se è un poeta che muore, nessuno ne sente la mancanza
l'importante è che tu sia lenta nel mandarmi ancora giù
sono privo, e mi privo, sono vivo e decido
se accetto, resisto, se è una sfida me la gioco
ma non così, non stare nel mezzo, per far da pasto
non stare da una parte a divorare, senza saziarmi
sono stanco di non essere stanco, ed invidioso
di chi prova perlomeno, una certa invidia,
di chi si sente sazio, per un cuore su un tavolo
per un assegno in bianco, per un nome su una targa
per me che sprofondo, senza smettere di lottare
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Un bugiardo
la verità è solo qualcosa che completa la bugia
ogni volta, ogni giorno, che va e non torna
ed io vesto l'illusione di me stesso,
tendo a credere che la normalità
sia una stretta maschera dell'eccezionale
ed un ombra che si riflette nello specchio
cede luce e sogni, per divenire vera
e si conforma per poter apparire
ma è solo il riflesso di qualcosa che non sono
poi devo illudermi bugiardo, per scoprirmi vero
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DEI SATELLITI MENTALI
L'orbita corretta, a distanza dei due fuochi
il mio e il suo, vicini ma senza incontro
statici a dirigere la danza dei pensieri
a ruotare attorno sempre identici,
come satelliti mentali incompresi
senza arrestarsi mai, senza un punto fermo
pensieri che ruotano, che girano in eterno
senza che tu possa, afferrarli mai
un incomprensione che descrive la distanza
che si mostra, ma non si svela in coincidenza
che attraversa ugual percorso, ma non collide
nella parabola che ritorna e non decide
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UN INCERTA MANO
Una stella al posto giusto,
una nel posto sbagliato
la mia mano incerta che ti sfiora
che ti cerca e si allontana
che vibra affetto e contraccambia paura
nel mistero poi divenuto facile
chissà se sarei puro come allora
adesso che sono bravo,
chissà se avrei quella forza
nel vivere un istante con te
adesso che sono maturo ho perso
ho perso essenzialità, trasparenza
ho preso sesso, ho perso parole
ho dato senza contare,
ed adesso conto, senza dare
su un libro, letto, ricamo un ideale
su un giorno perfetto, trascorro una vita
una stella si è mossa, un anno consumato
forse, sono io che ho sbagliato
forse lei, forse tu, oppure noi
ora saprei amarti sicuro, ora sono uomo
ora rimpiango quella limpida natura
ed una mano non più incerta, la mia paura
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PERSO
non c'è una mappa senza un percorso
non c'è un passo senza una strada
ci sei tu, ed io che non posso camminare
c'è una meta, se c'è volontà
e un arrivo se sai di fermarti un giorno
c'è una fine, se mediti un inizio
c'è una forza, senza espressione
ed un intenzione, senza orme
poi c'è un lento declinare
quando mi sono spogliato di quel manto
e rivestito di aria pura
non avevo crediti ad appesantirmi
c'è un uomo che si è perso, per averti
ed una vittoria che si chiama addio,
ma nel lasciarmi ti ho preso
perchè le cose migliori da trovare
sono quelle, che mai
saresti andato a cercare
EQUILIBRIO IMPERFETTO
fermo oppure in attesa, prigioniero o eremita
ti scopri in semplice, inefficace affanno
quando sei immobile ad aspettare, non sei sicuro
di attendere un altro passo, o fermare quello precedente,
perchésai c'è un respiro che precede il pensiero, ed uno che lo segue
eppure quest'aria che entra dentro non ha lo stesso sapore
quante idee giuste abbiamo avuto, quante sbagliate
nel definire una persona, noi stessi o un aspettativa
siamo sempre stati troppo buoni o troppo severi
ma c'è una differenza enorme tra cedere e concedere
tra sentirsi addosso un modo d'essere, ed esserlo
perché vivi in equilibrio imperfetto, ad un passo dall'abisso
così vicino a ciò che vuoi, o che credi di volere
a ciò che hai, o che pensi solo di possedere
tutti aggettivi che non ti descrivono, che non ti appartengono
come sentirsi liberi nel proprio chiuso infinito
per disegnarci di fronte grandi orizzonti
eppure siamo tutti rinchiusi in gabbie aperte
senza il maledetto coraggio di uscire, di evadere
cosi ché qualcuno scelga per noi quelle sbarre
ma la vita è fuori, fuori dal mutare della materia
sospesa tra il fare del giorno e il sogno della sera,
basta un soffio di vento di mare a farci vacillare
un epifania o solo un minuto perso a riflettere,
poi di nuovo aggrappati a questo equilibrio di vivere
perché in fondo, ciò che serve è restare in piedi
sospirare, decidere e mentre oscilliamo, sorridere
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BUONANOTTE
Buonanotte a queste vite smarrite
perse nel vuoto di un disastro o di un letto
forse racchiuse sicure dietro a pareti,
forse libere nel freddo di un rancore
o rapite dal caldo di un amore
buonanotte alle persone che ho incontrato
ed a quelle che mi hanno sfiorato la vita
buonanotte ad un sorriso lontano
che possa attraversare i volti di città straniere
e giungere nelle labbra nuove del mio domani
buonanotte ad una persona che vorrei qui
a sorreggere il mio sonno e la mia sera
buonanotte ai destini che non si trovano
ma si cercano e si sfuggono in un istante
buonanotte a chi ora legge, a chi scrive e spera
buonanotte alle idee che sopravvivono al giorno
ed a quelle che muoiono dimenticate
dietro una frase sbagliata o un rifiuto
buonanotte a mia nonna che non c'è più
ed alle parole senza voce che mi trovo addosso
sperando che sia un alito di sogno ad aspettarci
lascio a voi questa ed altre cento notti
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IRRAZIONALE
credo, ci provo e ci riesco
credo ad un dio, senza nome e cognome
senza aggettivi che qualcuno gli ha dato
cosi vicino a me, che quasi lo sfioro
credo a ciò che è al di la, senza ragione
perché ciò che già è qui, basta vederlo
e forse ci sono più verità celate dietro l'irrazionalità
ognuno a cercare il suo mistero, non la sua soluzione
credo sia giusto illudersi materialisti
perché ciò che ci alimenta in fondo è reale
ma quello che ci nutre, è ciò in cui crediamo
vedere quello che non è, ma che forse sarà
ci fa unici e muove con noi, il nostro mondo
liberi di andare, dove il corpo non può arrivare
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UN INCONTRO
Mi hai portato avanti, troppo avanti
nella più tortuosa delle vie,
ed ora, a tornar indietro sui miei passi non riesco
mi ha sorretto e poi lasciato
accompagnato e dopo perduto
non scelsi io la strada, ma scelsi te
importava la mano, non il percorso
il compagno a fianco, non la destinazione
poi è cambiato il modo tuo di respirare
lasciano la mano, la mia non bastò a cercarla
forse è vero, forse è persino giusto così
comparse nella solita storia, nello stesso copione
abbiamo recitato così bene, così presi
che quasi sembrava nostra, che quasi sembrava vita
ed invece, si è spento un applauso dietro un velo
le cose mutano, lo sai, tutto cambia
credevi che bastasse il passato a coltivare il presente
si perde, come si è trovato, ciò che non abbiamo cercato
nel soffrire non sei stato solo, è una macchia anche mia
perché nei giorni di sole, ero con te e mia fu la scelta
già c'eri e non ci sei più, ma ora è normale
certo da lontano appare tutto estraneo
come te, come la tua voce, alito di una bocca che non ritrovo
ora non siamo che due persone nuove
dimentiche del trascorso, a recitar un altra storia
mi viene semplice e vorrei abbracciarti perché ci sei stato
lasciandomi tanto, ma non amore da troppo ormai
vorrei che certi giorni non ci fossero stati, lo vorrei per te
ma il dopo mio, non era il tuo, in me felice, tu non c'eri
faceva male allora, ma adesso sono solo parole
parole sole, perché nessuno ti ha chiesto di fermarti
chi sei, chi eri, che conta, è tutto un ombra
caduta su anni, cancellati da altri anni
persino il mio passato non è in te. È un altro
ciò che è morto spesso cancella il suo passaggio
e le ultime parole, prima tue, ora sono mie poteva andare tutto diverso,
senza percorso ma con anime vive e vere a fianco, quello contava
e la rivincita come il perdono è figlia della rabbia, ma non mia
perciò mi presento, come te, un nome senza storia,
sfioro un momento quest'incontro, saluto e riprendo a camminare
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L'apnea
Caricò di parole il vento
e disperse pensieri come ceneri
nell'istante preciso del passare
quando la fine ritornò inizio
spazzò via da se i ricordi
felice che volti fossero di nuovo emozioni
incapace di credere un altra volta
ora a pensare a quel viso
perché i sentimenti sono respiri
ed un apnea non può durare una vita
ci perdiamo e anneghiamo in quella perdita
poi di nuovo torniamo a sentire, a respirare
di nuovo vuoti, di nuovo pieni
con il coraggio di guardare in faccia il destino
la paura di amare, è solo paura di vivere
basta fare un passo, senza direzione, basta muoversi
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IL FURTO DEL SORRISO
non so dove sia finito, non so a chi serva
non penso di averlo scordato in qualche anno
o di averlo lasciato sospeso in un attimo
c'era, ed ora non riesco proprio a rivestirmi
di istanti di luccicante bianca allegria
perché in fondo è un comune sorriso
solo qualcosa che togli ad un altro
non un espressione che puoi fare tua
eppure chi me lo ha rubato
al contrario di tutte le altre cose
questo di sicuro non può restituirmelo
perché il ladro di un sorriso, sai
che è l'unico che non può ridartelo
ed allora spetta ad altri, ed adesso?
Io, dove andrò a cercarlo, a trovarlo?
Forse nei momenti in cui l'ho lasciato
o nelle foto che non mi fanno giustizia
ma come si fa a perdere un sorriso?
Già, ci penso in questo rigo e rido
c'è voluto un male immenso e profondo
e tremendi anni neri alle spalle
ma ora, ora basta un pensiero, basti te
e ciò, che rubato o perso, non c'era, adesso è qui
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PAROLE TORNATE
parole perse e poi trovate,
smarrite ma dopo tornate
il tempo non cancella niente
allontana soltanto dalle frasi
e ciò che prima era enorme
diviene una riga invisibile
sfuma, come i giorni e nei giorni
ma non muore, passa e non cede
parole libere, parole che erano mie
nell'ombra di un pino o su muri
chi le ha scritte, chi le ha dette
chi sentendole le ha fatte sue,
parole dolci e crude, parole rubate
a quelle labbra da cui siamo dipesi
da quelle voci uniche per noi,
parole, che non possono capire
che mi rapiscono alle nuove,
parole che vorrei ancora dire
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COME UN TEMPORALE
Limpida e forte, come un temporale
sola hai deciso di camminare,
nelle sere d'inverno e nelle conquiste
tu che ti muovi fuori dagli altri,
per le decisioni senza confronti
che hai avuto il coraggio di seguire
ora sollevi il mondo con un dito
ed asciughi con il palmo l'alternativa,
meglio un anima errante nel deserto
che inseguirne un altra che ti spegne,
chissà perché non ti è bastato solo un uomo
chissà quanti scivoleranno sulle tue notti
ognuno a lasciare il proprio nome
di cui cancelli nel tempo l'identità,
forse ti basterà la bellezza, la tua
o la ricerca di un mondo ideale
di un ragazzo ideale, diverso dagli altri
che sappia con un sorriso aprirti il cuore,
già ma un temporale arriva e cancella
e dopo nell'aria per un attimo c'è il suo odore
ma non il coraggio di ucciderlo facendolo eterno
passa, purifica e non rimane come quell'attimo ideale
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La notte della prima volta
Durò un attimo e poi svanì
divenne solo qualcosa da fare
mentre prima era tutta da scoprire
fu mia e di un altra, come il ricordo
quella consumata prima volta,
iniziata e già finita, eppure unica,
sfumata in parole sbagliate
vissuta come fosse giusta.
fu nostra e di nessun altro,
quando eri qui e ne eri felice
quando erano vere anche le promesse
migliore, io, ora lo sono di sicuro
perché sono ancora quella metà
forse per questo, forse nel cuore
come il sogno che non sognai di fare
adesso, non è semplice, adesso è vita
solo le notti in quella stanza,
che fu mia in te, in quella volta,
sanno quanto è stata dura
non far unico ciò che era nato
poi ho lasciato che cadesse una foto
sai non la dimentico, ma non te la lascio
e come quella volta, ora, ognuna
sarà la mia prima volta
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TOMMYPOET